Consigli per risparmiare acqua

«La grande sfida sociale che il mondo dovrà fronteggiare nel nuovo secolo è quella di assicurare acqua pulita, sana e accessibile a tutti.»

Kofi Annan (Segretario Generale ONU)

 

Il processo di privatizzazione del servizio idrico in Italia è iniziato da metà degli anni 90. Mediante vari provvedimenti legislativi si è affermata la gestione privata. Le conseguenze sulla cittadinanza sono varie, innanzitutto c'è stato un aumento costante delle tariffe nel tempo causata dai crescenti costi di gestione, obbligatoriamente dichiarati all'interno della tariffa a norma di legge, che i cittadini e gli utenti pagano al gestore del servizio.

 

Ci era stato raccontato che lo Stato non poteva fare più fronte ai costi di gestione del servizio idrico, che gli investimenti necessari per ristrutturare la rete idrica (che doveva essere rimodernata tramite nuovi investimenti da parte dei privati) era a carico di una quota dei profitti prodotti dalla produttività dei servizi e dalla qualità della gestione.


Questo è quello che ci era stato raccontato, ma ora tutti i dati sono concordi sul fatto che, dall'inizio degli anni 90, gli investimenti annui sono diminuiti in modo consistente (per il 2009, gli investimenti mancati sono di oltre 700 milioni di euro), con un innalzamento delle tariffe che garantiscono adeguati profitti ai gestori privati e dall'altra una diminuzione degli investimenti e anche della qualità del servizio.

Un privato che deve gestire un servizio, e quindi anche distribuire una risorsa, si pone l'obiettivo di aumentare la quantità di prodotto in vendita (acqua) anno dopo anno, tant'è vero che in Italia i "piani d'ambito" (le sue finalità, i suoi contenuti, nonché le attività ad esso propedeutiche erano contenute nell’art. 11, comma 3 della Legge 5 gennaio 1994, n. 36 "Disposizioni in materia di risorse idriche", articolo abrogato dal D.Lgs del 3 aprile 2006 n. 152) sono i piani attraverso i quali si gestisce la risorsa idrica, prevedevano un aumento dei consumi, ossia i gestori privati prevedono un aumento dei consumi d'acqua anziché un risparmio della risorsa. Ciò è in contrasto con ogni logica e razionalità. Un contrasto che rivela gli speculatori del bene comune, sulle spalle dei cittadini.

Bisognerebbe approntare politiche di risparmio idrico, politiche di uso sostenibile della risorsa, questo, i soggetti privati, anche legittimamente rispetto a quella che è la propria missione imprenditoriale non lo possono garantire, lo può garantire esclusivamente una gestione attraverso enti pubblici, proprio perché il suo primo obiettivo è quello di garantire un servizio e un diritto a tutti, anche per le generazioni future, e di poter usufruire di un patrimonio naturale integro.

Se venisse garantito il completo controllo del ciclo dell'utilizzo dell'acqua si potrebbe sconfiggere la penuria d'acqua, tramite l'uso integrato di dissalatori dell'acqua marina e potenti depuratori delle acque reflue (scarichi fognari). Impianti di questo tipo potrebbero garantire grosse quantità d'acqua per usi domestici, agricoli, industriali e per il turismo, permettendo una restituzione dell'acqua in mare (e dei suoi sali), finché non si studieranno delle soluzioni con dei laghi artificiali per la raccolta di grosse quantità d'acqua e il continuo riciclo. Le tecnologie esistono e sono mature, ma gli attuali gestori delle risorse (politici e amministratori) hanno dimostrato incapacità e mancaza di lungimiranza.

Per ora dobbiamo risparmiare l'acqua e impedire che si speculi su un importante bene pubblico, vigilando affinché questo non accada.

Indichiamo nel seguito 10 consigli per il risparmio quotidiano dell'acqua e poi una lista di cattive abitudini che sarebbe facile correggere.

1. Risparmia l'acqua nell'uso domestico quotidiano

Utilizza i regolatori di flusso (frangi getto, erogatori a basso flusso) nei rubinetti e nelle docce. Questi semplici dispositivi hanno lo scopo di miscelare il flusso d'acqua con l'aria. A parità di flusso percepito sui utilizza una minore quantità d'acqua nel tempo: ti farà risparmiare diverse migliaia di litri d'acqua all'anno fino al 50% dell'acqua che usi normalmente.


2. Ogni goccia può e deve essere risparmiata

La manutenzione di rubinetti e sciacquoni può permettere notevolissimi risparmi. Perdendo 60 gocce al minuto si può arrivare a disperdere anche 2000 litri all'anno. L'immediata manutenzione delle piccole perdite è rilevante, dal punto di vista globale, per un risparmio sistematico dell'acqua.


3. Tenere sotto controllo il contatore dell'acqua

Se il contatore continua a girare con tutti i rubinetti chiusi (ad esempio prima di partire per le vacanze) c'è sicuramente una perdita nell'impianto idrico. E' fondamentale farsi aiutare da un idraulico.


4. Lo sciacquone del water (spreco garantito)

E' stato calcolato che oltre il 30% (25-35%) dei consumi idrici domestici sono dipendenti dallo sciacquone del water. In pratica ogni volta che si preme il pulsante si utilizzano dagli 8 ai 16 litri d'acqua. I moderni sistemi di scarico sono dotati di un erogatore differenziato che permette di erogare differenti quantità a seconda delle necessità (si risparmia oltre il 50% d'acqua) oppure mediante l'utilizzo del pulsante "STOP" che blocca l'erogazione. Un modo artigianale per risparmiare è quello di inserire una bottiglia di plastica da mezzo litro oppure da un litro nel cassetto dello sciacquone riempite per metà d'acqua in modo da stare mezzo sommerse. Questo permette di utilizzare meno acqua ad ogni erogazione. Facendo delle prove si ottiene la quantità desiderata e si risparmia.


5. Doccia o bagno in vasca? Questione di gusti

Un bagno consuma 120-160 litri d'acqua ossia più del triplo del consumo di una doccia che arriva a consumare dai 35 ai 50 litri. E' chiaro che un bel bagno caldo è un toccasana, rilassante e rigenerante, ma i ritmi di vita, lavoro e impegni familiari permettono in genere un uso più frequente della doccia, rapida e non meno rigenerante.


6. Lavarsi i denti chiudendo il rubinetto non in uso

Teniamo aperto il rubinetto solo per il tempo utile, chiudendolo quando ci spazzoliamo i denti o quando ci radiamo. Chiudere il rubinetto quando l'acqua non serve ci fa risparmiare notevoli quantità d'acqua. Se si risciacquano i denti usando un bicchiere in luogo dell'acqua corrente, si possono risparmiare oltre i 10 litri ogni volta.


7. L'acqua corrente solo se strettamente necessario

Quando lavi i piatti oppure fai lo shampoo, non è indispensabile usare l'acqua corrente: raccoglila in una bacinella o nel lavello ed avrai un risparmio. Nella preparazione dei pasti vengono sporcate più stoviglie del necessario: raccogli anche l'acqua quando scoli la pasta, possiede un notevole potere sgrassante. Usala per il primo lavaggio di piatti, posate e pentole e risparmi oltre 100 litri d'acqua in un anno!


8. Lavare frutta e verdura

E' una cattiva abitudine quella di lasciare la frutta e la verdura sotto l'acqua corrente: per lavarla bene basta tenerla a bagno in una vaschetta con un pizzico di bicarbonato.


9. Dare acqua al tuo giardino con equilibrio

Il momento buono per dare acqua alle piante è la sera, quando il sole è calato. Non innaffiarle di pomeriggio, quando la terra è ancora calda di sole e fa evaporare l'acqua. Ricorda che l'irrigazione a pioggia penetra meglio nel terreno rispetto a quella tradizionale e ti fa risparmiare molta acqua. Per le piante ed i fiori utilizza acqua piovana oppure quella dei pozzi. Inoltre le piante ed i fiori del terrazzo possono essere innaffiate anche tramite l'acqua già utilizzata per lavare la frutta e la verdura o con l'acqua di cottura della pasta: oltre ad essere più ricca dal punto di vista nutrizionale, permette di risparmiare acqua pulita.


10. L'uso corretto degli elettrodomestici

La lavatrice e la lavastoviglie consumano acqua per ogni ciclo (80 litri per la prima; 40 litri per la seconda), indipendentemente dal carico di panni e stoviglie: per risparmiare acqua ed energia, utilizza questi elettrodomestici solo a carico pieno, diminuendo la frequenza dei lavaggi. Un consiglio in più? Quando acquisti questi elettrodomestici, fa' attenzione al consumo indicato dalla casa costruttrice: potrebbe farti risparmiare parecchio! Se poi li utilizzi nelle ore serali o di notte, avrai un ulteriore risparmio di energia.


 

 

 

Consumo d'acqua nelle azioni quotidiane

Azione quotidiana Consumo in litri
bagno in vasca   120-150
doccia di 5 minuti   75-90
doccia di 3 minuti  35-50
ogni volta che tiriamo lo sciacquone  15
ogni volta che ci laviamo le mani 1,5
lavarsi i denti lasciando scorrere l’acqua  30
lavarsi i denti senza lasciar scorrere l’acqua  2
bere e cucinare  6
lavare i piatti a mano  20
un carico di lavastoviglie  40
un carico di lavatrice  80-120
lavare l’auto (utilizzando un tubo di gomma)  800
condizionamento di un palazzo di 8 piani  3000000 (3 milioni)
rubinetto che gocciola  5


Altri suggerimenti sono i seguenti:

1. I viali possono essere spazzati anziché allagati
Per tenere il viale di casa ben pulito, può bastare anche solo un'accurata spazzata: si tratta pur sempre di una pavimentazione ad uso esterno!

2. L'acqua fredda prima dell'arrivo dell'acqua calda
I rubinetti sono spesso lontani dalla caldaia che produce l'acqua calda. Bisogna far scorrere dell'acqua prima che arrivi l'acqua calda attesa. Se raccogliamo questa acqua non utilizzata (che finirebbe nello scarico) in un recipiente potremo utilizzarla per le piante o per lavare i pavimenti.

3. L'acqua fredda dal frigorifero
Per ottenere l'acqua fredda, non far scorrere l'acqua corrente per tanto tempo, ma semplicemente metti in frigo qualche bottiglia in più.

4. Lavare l'auto
Non tutti sanno che per il lavaggio dell'auto, utilizzando acqua corrente per circa 30 minuti, si arriva a consumare più di 150 litri d'acqua e sino a 800 litri usando una pompa di gomma a flusso continuo. Tenere alla carrozzeria della propria auto e rispettare al tempo stesso la risorsa acqua è possibile. Raccogli l'acqua in un secchio e risparmierai, ad ogni lavaggio, circa 100 litri d'acqua.

5. Ridurre l'uso di detersivi
Riduci il consumo di detersivi: l'eccessivo uso di sostanze chimiche per la pulizia delle stoviglie e della casa provoca inquinamento e aumenta il consumo di acqua per la pulizia delle superfici insaponate.

6. Massima attenzione quando manca (crisi idrica)
Chiudi bene i rubinetti quando manca l'acqua. Sia per evitare eventuali sprechi sia per impedire eventuali allagamenti quando ricomincia l'erogazione.

7. Massima attenzione prima di andare in vacanza
Quando vai in ferie o ti assenti per lunghi periodi da casa chiudi sempre il rubinetto centrale dell'acqua. Farai le vacanze con più tranquillità e ridurrai al minimo i rischi, e di conseguenza gli sprechi, circa il verificarsi di eventuali ed imprevisti problemi all'impianto idrico.

8. Acqua dal rubinetto
Sono veramente in pochi a sapere che "circa il 25% dell'acqua imbottigliata è semplice acqua di rubinetto e, secondo dei test fatti negli USA dal Consiglio per la Difesa delle Risorse Naturali (NRDC), in qualche caso si violava lo standard di legge o non si teneva conto delle regole di purezza microbiologica" (cfr. Water for All Compaign, Public Citizen).
L'industria dell'acqua in bottiglia trae il proprio profitto da questa risorsa naturale, che dovrebbe essere di tutti, e ciò a danno dell'ambiente. Il pompaggio indiscriminato può infatti esaurire (seccare) le sorgenti, distruggere l'habitat, devastare l'ecosistema e svuotare i bacini d'acqua. Inoltre, le materie plastiche sono oggi il settore a più alta crescita nel campo dei rifiuti e attualmente costituiscono più del 25% del volume totale dei materiali inviati alle discariche ogni anno.

La maggior compagnia delle acque in bottiglia è la Terrier (gruppo Nestlè Corporation) ed è grande il doppio rispetto alla seconda in graduatoria. Nestlè (proprietaria di circa 68 società di acqua imbottigliata) produce circa il 30% di tutta l'acqua in bottiglia presente sul mercato (Vera, S. Bernardo, S. Antonio, S. Pellegrino, Terrier, Levissima, Recoaro, Pejo, Fiuggi, Panna, Claudia, San Bitter, Nestèa, Beltè, Spumador) mentre la Danone (da qualche anno controllata anch'essa da Nestlè), seguita da vicino da Pepsi e CocaCola, ne controlla il 15%. L'attuale giro d'affari dell'industria delle acque in bottiglia è di 22 miliardi di dollari ed alcuni esperti stimano una potenziale crescita annua del 30%.

Dal 22 marzo 2000 la Banca Mondiale ha affermato che l'acqua è un bisogno umano e non più un diritto. L'acqua è stata considerata una merce e, quindi, sottoposta alle leggi del libero mercato. E' iniziata la massiccia privatizzazione dell'acqua e le multinazionali (Suez, Vivendi, Thames...) si stanno accaparrando questa risorsa. Se l'acqua è potabile (l'amministrazione comunale deve garantirlo) bevi l'acqua erogata dal rubinetto (se hai installato un sistema di filtraggio dell'acqua - ad esempio ad osmosi inversa - nel tuo lavandino è ancora meglio, tra l'altro avrai un notevole risparmio che ammortizzerà in breve tempo il costo del tuo sistema domestico di depurazione).



La rete idrica delle città dovrebbe avere dei depuratori centralizzati per liberarla di eventuali sostanze tossiche e metalli, ogni abitazione dovrebbe essere dotata di depuratori locali per liberarla  dalle sostanze nocive, sali e polveri e di apparati per il monitoraggio continuo della purezza e potabilità (evitando gli eccessi di  fluoro, cloro e altre sostanze), garantendo il diritto all'acqua pubblica potabile. Esistono degli apparati in commercio che soddisfano queste caratteristiche e il cui costo potrebbe abbassarsi drasticamente se venduti su larga scala. Il business si sposterebbe dalla vendita dell'acqua minerale, ingiustamente privatizzata in quanto bene vitale come l'aria, all'innovazione tecnologica nell'ambito del filtraggio e potabilizzazione dell'acqua, ossia da una attività di sfruttamento passiva ad una creativa e innovativa.

Chissà quante società private hanno fatto la loro fortuna economica alle spalle delle comunità, approfittando o paventando l'inquinamento delle acque potabili degli acquedotti per incrementare le vendite di acqua imbottigliata (strategie di marketing: domanda costruita). 


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