Cronologia: Iglesias nel Sulcis Iglesiente - Spopolamento

dopo il 1409

Decadenza della città. Spopolamento (circa 2000 abitanti), carestia, abbandono delle miniere

 

1410-12

Interregno. Berengario Carros (Berenguer Carroç) è il capitano di guerra della città per la corona d'Aragona

 

1416

Abolizione del valore legale del Breve di Villa di Chiesa

 

1437

Perde la prerogativa regia di "Villa" e viene infeudata dai Carros conti di Quirra

 

1445-56

Ribellione contro i signori del feudo


1449
Alfonso IV per coprire necessità economiche vende Iglesias a "Leonora Manrique contessa di Chirra" per 7750 lire sarde. I cittadini del feudo accolgono con sdegno la decisione che li rende schiavi dei signori del feudo: riuniti in consiglio deliberano di redimersi dal vassallaggio e raccolgono una somma congrua che viene consegnata per mano del loro sindaco Andrea Moncada alla contessa per compensare il prezzo pagato al re


1450, 8 febbraio
Viene firmato un patto in cui si conviene che la città non possa essere alienata in futuro dai sovrani catalano-aragonesi. La città assume come simbolo uno scudo con le sbarre sormontato da un cilindro d’oro per rammentare ai posteri il prezzo della redenzione dall’aborrita schiavitù feudale


1470-75

Nuova guerra tra i catalani spagnoli e i sardi, questi ultimi dopo la vittoria di Uras fomentano nuove ribellioni. Iglesias torna in mano arborense nel 1475 e poco dopo la disfatta di Macomer (Oristano) ritorna aragonese

 

1479

Fine della conquista aragonese in Sardegna e inizio dell’amministrazione corrente (sfruttamento e decadenza). L’unione dei possedimenti tra Ferdinando II d’Aragona e Isabella di Castiglia, sposati 10 anni prima, portano alla fondazione della Corona di Spagna (senza tuttavia abolire formalmente le due corone), portando alla formazione del “regno di Sardegna e Corsica” che venne affidato insieme ad altri stati catalani al Supremo Consiglio di Aragona, ridimensionando le intitolazioni regie col solo appellativo di “Regno di Sardegna


1503
Con la bolla papale di Giulio II la sede della chiesa sulcitana, che per più secoli era stata Tratalias, passa a Iglesias e la chiesa di santa Chiara diventa “Cattedrale”

1518

La città viene descritta (da una relazione di un ambasciatore municipale di Carlo I - Carlo V imperatore - come completamente distrutta. Il castello Salvaterra risulta completamente distrutto, le mura non sono più in grado di difendere l'abitato


1543
Sono frequenti le scorrerie dall’Africa e dalle flotte turche nel Mediterraneo. Il Sulcis Iglesiente vive principalmente di pastorizia e viene abbandonata quasi completamente l’agricoltura, il frumento deve essere acquistato da altre zone e i baroni di Cagliari impongono vessazioni e veti commerciali


1560
Rilevazione del passaggio dei tonni di fronte alla costa di Portoscuso da parte di Pietro Porta e decisione di costruire una tonnara
 

1566

Nicolò Canelles (Iglesias, 1515 – Cagliari, 1585) o Canyelles, di origine catalana, nativo di Iglesias, fonda a Cagliari la prima tipografia della Sardegna, introducendovi l'arte tipografica; diviene vescovo di Bosa nel 1577


1570
Censimento. Iglesias ha “1800 anime e 377 fuochi” (attorno ai quali si stringono le famiglie).
Contando i poveri si arriva a “2300 anime”

1572
La Compagnia di Gesù arriva a Iglesias. Nel 1580 i gesuiti acquistano la “casa del Capitano”  per costruirvi il primo nucleo del loro collegio (attualmente inglobato nella “chiesa della Purissima” nella Piazza Collegio); nel 1596 la “casa del Capitano” viene ricavata insieme agli uffici del consiglio civico, di fronte al collegio dei gesuiti

1584
Iglesias chiede a Cagliari il ripristino delle mura della città per paura di nuove incursioni piratesche

1625, 18 marzo
Viene data notizia della deposizione delle reliquie di sant’Antioco (morto probabilmente il 13 novembre 127 d. C.)
 

1628, 14 settembre
Violenta e cruenta incursione barbarica respinta a Teulada

1650
Viene ultimata la costruzione del palazzo del governo della città, inizialmente con ingresso nel “Carrer de Santa Clara” (attuale via Mazzini)
 
1652-56
Grave pestilenza, i cui effetti perdurarono per lunghi anni (1653-81); il maggior numero di morti venne raggiunto a Iglesias durante cinque mesi del 1656; vengono sepolte circa un migliaio di salme nell’attuale zona tra via XX settembre e via Crocifisso (così chiamata per la presenza di un grosso crocifisso ad indicare le fosse del cimitero provvisorio fuori dalle mura cittadine)

1671
Carestia

1678
Le popolazioni delle campagne del Sulcis Iglesiente convergono su Iglesias che diventa la terza città sarda per popolazione

1680-1
Nuova carestia e nuova pestilenza peggiore di quella precedente (1652-56)
 

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Commenti   

 
+10 # Sergio 2015-06-21 11:50
Mancano i tentativi falliti (con soldi pubblici!) Binex, Cardnet e fabbrica di CD, ma anche riusciti come il calzaturificio di Iglesias, che forse non tutti ricordano perche troppo giovani forse
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+7 # Mauro 2015-06-21 15:17
Se vi è possibile fornite dati e riferimenti.
Grazie!
NB Vale per tutti i post di questa pagina.
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+3 # G. 2015-07-07 15:18
Ma il Crobu non è stato chiuso?
E poi il palazzo della exprefettura (?) in corso colombo, non potrebbero fare un museo territoriale, una pinacoteca, un museo archeologico? Insomma qualche cosa di stabile per il turismo? Ehehehe non faranno mai un ca..o!
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+8 # Giulio 2015-06-21 15:23
Mancano gli ospedali (S. Barbara vecchio/nuovo, Crobu e CTO) e anche il campo sportivo e la squadra Monteponi... e tante altre cose :)
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+4 # Mauro 2015-07-06 10:12
Grazie per il suggerimento! Se avete dei riferimenti (link) interessanti, indicateli in un post. Grazie
NB mi faciliterebbe il lavoro...
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+5 # noions 2015-07-10 16:21
Buona idea, peccato che gli iglesienti siano molto pigri e inadatti ad una iniziativa come questa, in toscana o in emilia avrebbero partecipato in molti a definire una memoria comune. Continuate così!
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+3 # B. 2015-08-20 12:50
Autopala Montevecchio non una semplice "pala meccanica"
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