Cronologia: Iglesias nel Sulcis Iglesiente

 

«Per conoscere qualcosa [disse il poeta] dobbiamo conoscere gli effetti; per vedere gli uomini dobbiamo conoscere le opere, sì da poter sapere che cosa la ragione ha dettato, o la passione ha ispirato, e scoprire quali siano i più forti moventi dell’azione. Per giudicare correttamente il presente dobbiamo contrapporlo al passato; perché ogni giudizio è comparazione, e del futuro non si può sapere nulla.»

[Samuel Johnson (Lichfield, 18 settembre 1709 – Londra, 13 dicembre 1784) poeta, saggista, critico letterario britannico]


«Dicono [Erodoto] che la cronologia è l’ossatura della storia; e si può ammettere. Ma bisogna anche ammettere che ci sono quattro o cinque date fondamentali, che ogni persona per bene conserva conficcate nel cervello, che hanno giocato dei brutti tiri alla storia.»

[Antonio Gramsci (Ales, 22 gennaio 1891 – Roma, 27 aprile 1937) è stato un politico, filosofo, giornalista, linguista e critico letterario italiano]





La città di Iglesias ha oltre 750 anni di storia dalla sua fondazione ad opera dei pisani. Gli insediamenti umani del territorio circostante la città sono datati almeno al VI millennio a. C., nel Neolitico. La sua storia è tormentata e complessa. Sempre in balia di potenze straniere per la ricchezza dei suoi territori (risorse minerarie: piombo, argento, zinco e cadmio) e le sue risorse ambientali (paesaggio, fauna e flora, foreste, terreni agricoli, corsi d’acqua e coste) che hanno facilitato, nei secoli, l'insediamento umano. Nonostante ci siano stati periodi floridi e dal futuro promettente, la popolazione locale non è riuscita a mutuare dai dominatori o dagli imprenditori stranieri strategie organizzative adeguate al fine di realizzare la sua indipendenza economica e il benessere diffuso, nonostante il clima e le risorse materiali e umane abbiano tutte le caratteristiche per il raggiungimento di questo ambito risultato.


Villa di Chiesa (Iglesias) alla fondazione (la cartina completa di note in Marco Tangheroni, La città dell'argento, Liguori 1985)

 

Le cause di questa mancata evoluzione sono da ricercarsi nella scarsa apertura alle novità, quasi un rifiuto, che non ha permesso, anche nei periodi più floridi, di sfruttare la capacità di innovazione da parte delle risorse umane locali, tecnici di elevata competenza e maestria, artigiani e artisti creativi, operosi operai qualificati.

Anche culturalmente la comunità iglesiente è prevalentemente rivolta al passato e non proiettata verso il futuro, perché si sente spesso inadeguata e impotente e non ha costruito gli strumenti di base per favorire l’innovazione e la crescita culturale della sua popolazione.

La mancanza di una biblioteca adeguata alla sua dimensione e alla sua storia (fornita di testi di studio aggiornati e di livello universitario) è solo un esempio, per quanto estremamente significativo, di una politica miope, o volutamente indifferente, e incapace di concepire un futuro di autonomia e di indipendenza economica e proiettarla verso un futuro di progresso e di indipendenza dalle sovvenzioni pubbliche.

Lo spirito conservatore delle istituzioni politiche, economiche e ecclesiastiche locali ha dato, ai giovani nati e cresciuti nel territorio, come unica alternativa l’abbandono della città oppure la ricerca del posto fisso, senza sviluppare in loro la capacità di produrre idee indipendenti e innovazione; questa stagnazione a lungo andare ha ingessato il tessuto economico, inoltre l'incapacità di governare con competenza e lungimiranza ha prodotto un disastro economico che solo un'accentuata attenzione, protratta per anni, potrà tentare di sanare. 

Nella seguente cronistoria ho tentato di selezionare un numero rilevante di eventi storici che hanno inciso sul cammino delle comunità che si sono alternate negli ultimi 800 anni, sugli 8000 anni dalla comparsa documentata dell’uomo su questi territori. Lo scopo è quello di avere sott’occhio in poche pagine uno schema dell’evoluzione storica e sociale, per aiutarci a riflettere e per tentare di avviare un’analisi su quali possano essere gli elementi che frenano il progresso e bloccano quello che potrebbe essere un più promettente futuro.


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Commenti   

 
+10 # Sergio 2015-06-21 11:50
Mancano i tentativi falliti (con soldi pubblici!) Binex, Cardnet e fabbrica di CD, ma anche riusciti come il calzaturificio di Iglesias, che forse non tutti ricordano perche troppo giovani forse
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+7 # Mauro 2015-06-21 15:17
Se vi è possibile fornite dati e riferimenti.
Grazie!
NB Vale per tutti i post di questa pagina.
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+3 # G. 2015-07-07 15:18
Ma il Crobu non è stato chiuso?
E poi il palazzo della exprefettura (?) in corso colombo, non potrebbero fare un museo territoriale, una pinacoteca, un museo archeologico? Insomma qualche cosa di stabile per il turismo? Ehehehe non faranno mai un ca..o!
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+7 # Giulio 2015-06-21 15:23
Mancano gli ospedali (S. Barbara vecchio/nuovo, Crobu e CTO) e anche il campo sportivo e la squadra Monteponi... e tante altre cose :)
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+3 # Mauro 2015-07-06 10:12
Grazie per il suggerimento! Se avete dei riferimenti (link) interessanti, indicateli in un post. Grazie
NB mi faciliterebbe il lavoro...
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+4 # noions 2015-07-10 16:21
Buona idea, peccato che gli iglesienti siano molto pigri e inadatti ad una iniziativa come questa, in toscana o in emilia avrebbero partecipato in molti a definire una memoria comune. Continuate così!
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+3 # B. 2015-08-20 12:50
Autopala Montevecchio non una semplice "pala meccanica"
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