Cosa

Il COSA rappresenta l'obiettivo che ci siamo posti ed è un elemento di grande importanza, un'importanza strategica. I processi decisionali sono spesso inficiati da false informazioni, informazioni mancanti o male interpretate che deviano la nostra attenzione dagli elementi importanti del problema e ne condizionano in negativo la soluzione.

Sbagliare il COSA significa iniziare col piede sbagliato un'operazione, un progetto, un'attività che non porterà a niente se non ad un grande dispendio di energie fisiche e psicologiche che indebolirà significativamente la nostra volontà per renderla schiava delle decisioni altrui. Arrivare a definire COSA fare, quali sono gli obiettivi reali del nostro operare, è un passo laborioso e delicato che richiede l'analisi attenta dell'esistente e la conoscenza dettagliata delle risorse materiali ed umane che la comunità ha a disposizione. 

Il risultato potrà essere positivo solo se si avrà il coraggio di rispondere con precisione e sincerità a quelle domande che servono a caratterizzare le necessità e le capacità di una popolazione che vuole costruire, partendo da zero, il proprio futuro.

Rifuggire da logiche sensazionalistiche, che hanno caratterizzato la mentalità iglesiente degli ultimi decenni sarà un'impresa di grande difficoltà ma vale la pena tentare, in essa risiede il vero nodo cognitivo da superare per realizzare il cambiamento. 

Da sempre, in questa città, si è usata un'ottica fondata su idee 'brillanti' di corto respiro anziché su strategie modeste, perché consapevoli non perché incerte, ma di ben più ampia utilità e portata. Le logiche di corto respiro hanno illuso la popolazione che la 'trovata' di qualche 'brillante’ suggeritore e le amicizie giuste avrebbero risolto il problema. Ciò ha creato solo delle illusioni e convinto, chi non era convinto, che la furbizia è solo una forma degradata d'intelligenza e l'intelligenza non sappiamo bene cosa sia visto che esistono migliaia di definizioni per tentare di costringerla in terreni noti che sono proprio quelli che l'intelligenza rifugge. Il COSA fa parte di un percorso, il percorso di un cambiamento che non può prescindere dagli errori passati, anche se spacciati per grandi successi. Dobbiamo riscoprire che il cammino è più importante del fine, o meglio che la qualità della vita, la pace e la serenità del percorso sono le uniche cose che contano veramente, e se ci sono obiettivi di qualcuno, non è detto che siano i nostri. Il bene comune è tale perché condiviso da tutti. Cerchiamo di dare più spazio alle cose che ci accomunano che sono sicuramente più di quelle che ci dividono. Dobbiamo riacquistare la capacità di guardare i problemi per trovare delle soluzioni semplici, efficaci perché risolutive ed efficienti perché dobbiamo riuscire a realizzarle col minimo sforzo, ma sarebbe meglio dire con le risorse che abbiamo a disposizione, che sono decisamente poche. Tutto questo per garantire prospettive a quante più persone possibile, tenendo conto delle esigenze concrete e non delle aspirazioni sensazionali o sensazionalistiche, ancora una volta ... come se la gente contasse qualcosa.


 

 

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Hanno detto...

Ora ho delle idee sulla realtà, mentre quando ho cominciato avevo delle idee sul cinema. Prima vedevo la realtà attraverso il cinema, e oggi vedo il cinema nella realtà.

[Jean-Luc Godard, regista francese]

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