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Una legge elettorale nell’interesse comune

«[…] le persone che riescono a mantenere le proprie azioni indipendenti, libere da norme e dunque imprevedibili, e al contempo a regolamentare (standardizzare e dunque rendere monotone, ripetitive e prevedibili) le azioni altrui, dominano.» [Zygmunt Bauman, Modernità liquida, Laterza 2006, p. 135 (citando Michel Crozier)]

«Nulla è più anarchico del potere, il potere fa praticamente ciò che vuole. E ciò che il potere vuole è completamente arbitrario o dettato da sua necessità di carattere economico, che sfugge alle logiche razionali.» [Pier Paolo Pasolini, cit. nel film “Pasolini prossimo nostro” di Giuseppe Bertolucci, 2006]

«Il modo più abile per mantenere la gente passiva e obbediente è di limitare rigorosamente lo spettro delle opinioni accettabili, ma permettere dibattiti molto vivaci all’interno di questo spettro incoraggiando perfino le posizioni più critiche e dissenzienti. Questo dà alla gente la sensazione che esista la libertà di pensiero, mentre ogni volta i presupposti del sistema vengono rafforzati dai limiti imposti alla sfera del dibattito.» [Noam Chomsky, Il bene comune, Piemme 2004, pp. 63-64]

«Gradualmente, per selezione, aumenteranno le differenze tra chi ha il potere e chi è sottoposto al potere sino a che diventeranno specie quasi differenti. Una rivolta della plebe diventerà così impensabile come un'insurrezione organizzata dalle pecore contro la pratica di mangiare il montone.» [Bertrand Russell, premio Nobel per la letteratura 1950]

 

Nella lotta per prevalere, la legge elettorale diventa un grimaldello per scassinare lo Stato, non si pensa più all’equità e alla giustizia e neppure al bene comune ma solo ad avere una maggioranza a tutti i costi per avere mano libera nella demolizione della Costituzione della Repubblica.  


All’approvazione di una nuova legge elettorale si raffreddano gli animi e torna un’apparente calma, ma è proprio questo il momento di valutare la direzione degli eventi politici che nella legge elettorale hanno segnato, come pietra miliare, gli obiettivi raggiunti dalla direzione politica di un governo. Una legge elettorale con premio di maggioranza e una soglia di acquisizione del premio relativamente bassa allargano la forbice tra la minoranza che ha il potere e la maggioranza che è sottoposta al potere. Se poi aggiungiamo un ballottaggio tra due entità che si sono scostate di molto da quella soglia, seppur bassa, ci accorgeremo presto che a governare senza opposizione sarà una minoranza sempre più dispotica e arrogante. 

I sistemi elettorali repubblicani, già dall'antichità, si sono distinti per essersi orientati nella ricerca di maggiore equità nelle decisioni di rappresentanza delle esigenze di un popolo in tempo di pace; al fine di limitare gli scontri tra fazioni e mitigare gli interessi di un gruppo rispetto agli altri si sono sforzati di produrre soluzioni efficaci, durature e di progresso sociale, convogliando l’aggressività e l’energia di un popolo sulla creatività, il lavoro e l’impegno civile. 

La ricerca dell'equità è, per molti, una priorità che non si accorda facilmente con la volontà di raggiungere un  compromesso accettabile tra maggioranza relativa e minoranze, ossia con la necessità di mettere d'accordo posizioni differenti, in molti casi opposte o fortemente divergenti. 

I criteri di equità hanno lo scopo di rendere tutti partecipi delle decisioni e, in modo indiretto, di rafforzare la stabilità di un governo facendo leva sulla possibilità di mettere d'accordo una maggioranza quanto più ampia possibile e basata più sugli obiettivi comuni che sulla prevalenza bruta degli schieramenti più forti. 

Questo elemento è caratteristico delle moderne democrazie parlamentari nelle quali le logiche di governo non sono ancora caratterizzate dalla prevalenza di un solo schieramento su tutti gli altri: anche se ciò che i gruppi di potere vorrebbe ottenere è esattamente questo. Purtroppo la semplificazione elettorale imposta dalle lobby economiche, al fine di garantire la stabilità politica, ha portato alla forzatura del bipolarismo come sintesi di un modello monolitico bifronte facilmente controllabile e governabile ma sempre meno differenziato e rappresentativo che, di fatto, mima il partito unico (che accorda gli opposti schieramenti su un obiettivo di egemonia comune, “silenziando” ogni opposizione). 

Se da un lato l'equità implica la rappresentatività delle molte posizioni in gioco, dall'altro lato vi è la forte necessità che i rappresentanti eletti supportino decisioni che sono condivise a maggioranza ossia il frutto di accordi e compromessi nell'ottica del raggiungimento del bene comune. Questo obiettivo è prioritario e deve essere ottenuto con un alto livello organizzativo. Il fattore organizzativo è cruciale nello scontro politico contemporaneo: chi disperde meno energie e sa dare fondato valore alle proprie istanze (fatti concreti) può conquistare posizioni rilevanti nell’opinione pubblica (consenso). 

Sino ad ora in Italia, come in altri paesi occidentali, hanno prevalso logiche maggioritarie, che di fatto espropriano il voto dei cittadini, spostando a favore dei partiti più forti voti che non gli sono stati attribuiti durante le votazioni. In pratica, ciò che accade coi premi di maggioranza è un esproprio del voto con la finalità di garantire la stabilità e la governabilità dello Stato da parte di chi non è riuscito a raccogliere la maggioranza assoluta ma solo la maggioranza relativa dei voti dei cittadini abilitati al voto. E non si tiene conto neppure dell’astensionismo dilagante che, in Italia è di fatto il primo partito. L’astensione dal voto è un segnale chiaro di sfiducia nelle classe dirigente di questo paese e ignorala può essere molto pericoloso (aumento dei conflitti e peggioramento delle modalità di confronto politico). 

Le parole chiave sono equità, stabilità e consenso (quanto più ampio possibile). 

L'equità garantisce che una grande parte delle posizioni, se non tutte, possano essere ascoltate e prese in considerazione quando si prendono le decisioni importanti che determinano il futuro di intere popolazioni. L'obbligo di ascolto dei pareri e delle necessità delle popolazioni caratterizza le democrazie più avanzate e le distingue fortemente dai sistemi di governo dittatoriali e dirigisti.

Il patto sociale che caratterizza le moderne democrazie e che dovrebbe avere nel popolo sovrano l'unico referente sacro, può essere rinnovato in chiave moderna solo enfatizzando l'equità dei processi di decisione elettorale che caratterizzano il voto e il merito degli eletti a rappresentare i cittadini in Parlamento. 

La stabilità dei sistemi politici su base proporzionale è caratterizzata più che mai dal “compromesso elettorale”, uno degli elementi cardine della lotta politica. Questo elemento è stato utilizzato sino ad oggi come un trucco preelettorale per garantire il potere al di là dei programmi e della direzione politica, fondato com'è su promesse e intenzioni sempre più disattese e tradite e su accordi tra posizioni politiche difficilmente conciliabili. La crisi e l'instabilità del sistema politico italiano è caratterizzata, a detta di molti, proprio da questo scollamento tra la volontà dell'elettorato e le decisioni di chi rappresenta il popolo elettore, ovvero il mandante dell'attività politica tramite il meccanismo della rappresentanza: questo aumenta la conflittualità tra interessi divergenti e rende il sistema altamente caotico e dissipativo favorendo tendenze dirigiste e di accentramento di potere, tanto care ai potentati economici che indirizzano gli eventi politici di un paese tramite l’emanazione di leader politici sintetici. 

Ricondurre nell'alveo originario la politica non è cosa da poco e il sistema elettorale è uno dei punti chiave del processo di rigenerazione dello spirito di rappresentanza democratica. 

Il consenso, infine, rappresenta l'elemento decisivo in quanto mappa le priorità e garantisce alla politica, che sa interpretare queste priorità, la fiducia e l'energia operativa nel raggiungimento degli obiettivi da parte della popolazione che ha suggerito e indicato quelle priorità: in ultima analisi la realizzazione di un programma politico adatto alle persone che emanano quella rappresentanza politica, l’unico modo per ricucire lo scollamento tra politici e elettori.   

Questa breve premessa serve ad introdurre un semplicissimo sistema elettorale che garantisce intrinsecamente i tre elementi delineati: equità, stabilità, consenso.

In sintesi:

1. l'equità verrà soddisfatta dall'essere un sistema proporzionale e senza soglie di sbarramento (anche liste di minoranza potranno eleggere candidati di qualità). Gli eletti per ogni lista saranno in proporzione diretta ai voti ottenuti, senza trucchi o manipolazioni maggioritarie;

2. la stabilità sarà favorita dall'indicazione preelettorale della coalizione (due coalizioni con programmi divergenti) con le quali aggregarsi per raggiungere e mantenere la maggioranza, oltre che dal temperamento degli eletti (che emergerà dalle proprie scelte di vita e quindi dal proprio curriculum): ciò può produrre delle larghissime maggioranze parlamentari su progetti di legge che uniscono razionalità e capacità di interpretare il bene comune; la stabilità sarà garantita dal confronto tra due schieramenti compositi (coalizioni), dei due schieramenti uno prevarrà con la maggioranza necessaria a governare, ma sarà costituito da eletti in gruppi distinti e convergenti secondo un programma dettagliato firmato prima della competizione elettorale;

3. il consenso potrà essere garantito dalla possibilità di scegliere in modo diretto i rappresentanti da eleggere in Parlamento da un’estesa rosa di nominativi (i cui curricula saranno resi disponibili in rete, alla diretta consultazione e ricerca automatica per caratteristiche, qualche mese prima dell'evento elettorale). Ciò significa che i candidati saranno scelti prevalentemente da chi conosce direttamente le qualità dei candidati e quindi la responsabilità della scelta si sposterà sugli elettori privilegiando l’interesse comune agli interessi particolari di questa o quella consorteria; questo elemento avrà un immediato effetto diffuso sulla diminuzione dell’astensionismo.

La tecnologia verrà usata in modo massiccio per condividere le informazioni sui candidati (documenti, audio e video) e per aiutare senza mai sostituire ma solo per verificare le operazioni di voto; lo spoglio sarà sempre manuale ma assistito dalla tecnologia per renderlo più rapido e preciso e garantire l’archiviazione controllata e accessibile delle schede post voto.

Il voto elettronico e lo “scrutinio automatico” possono essere una potenziale truffa ai danni dell'elettore in quanto complicano e confondono elementi che potrebbero (e di fatto possono) incidere sulla realizzazione del broglio elettorale. Gli strumenti informativi dell'informatica e della comunicazione elettronica possono essere utilissimi per effettuare i controlli a posteriori e anche per permettere la selezione e il filtraggio dei candidati che si accordano maggiormente alle esigenze di realizzazione di un progetto politico concorde con le esigenze degli elettori.

La valutazione preelettorale dei candidati potrà avvenire comodamente a casa propria o poco prima dell'ingresso dal seggio. I candidati potranno essere filtrati in base al luogo di nascita, di residenza e all’appartenenza ad una coalizione, e confrontati in base alle attività svolte durante il proprio percorso di vita, di volontariato, carriera professionale e di studio. Avere dei riscontri (in appositi forum) da parte di utenti registrati (dei quali sia stata riconosciuta l’identità) potrà impedire in parte che vengano propagate informazioni mendaci o parziali da parte dei candidati. Scegliere tra i nominativi, proposti da ogni lista, garantirà la scelta personale al di là delle indicazioni del partito di provenienza. Effettuata la scelta l’elettore/elettrice annoterà un codice che corrisponde al candidato/a che dovrà essere ricopiato sulla scheda elettorale in fase di voto. La qualità di uomini e donne candidati prevarrà sulle logiche clientelari.

La vittoria delle elezioni verrà assegnata alla coalizione che totalizzerà il numero di voti massimo come somma dei voti presi dai candidati individuali.

Le elezioni dovranno essere svolte in due turni dei quali il primo per la selezione di un migliaio di candidati per coalizione e il secondo turno per l’individuazione di 630 profili da eleggere al Parlamento. Selezionare i candidati più votati in una rosa molto estesa (calcolata in base al numero dei collegi e su base regionale: diciamo 10000 solo per fare un esempio numerico) può favorire la diminuzione dell’astensionismo e fornire stime attendibili del potenziale consenso raggiungibile nella seconda fase del voto.


Pensare un sistema elettorale come se la gente contasse qualcosa

Non voglio farvi perdere neanche un minuto in più. Nel seguito cercherò di sintetizzare uno schema estremamente semplificato finalizzato alla realizzazione di un sistema elettorale che non avvantaggia arbitrariamente nessuno dei contendenti nel confronto per il primato politico e contemporaneamente realizza un cambiamento radicale dell’approccio nell’acquisizione delle posizioni elettive di rappresentanza popolare in Parlamento e nelle sedi decentrate del governo regionale e locale.

Alcuni elementi muovono questo ragionamento:

  • la classe politica del nostro Paese è divenuta gradualmente asfittica e autoreferenziale e non rappresenta più gli interessi collettivi;
  • la classe politica seleziona se stessa privilegiando logiche di appartenenza e vassallaggio piuttosto che seguire criteri di merito e di competenza specifica favorevoli alla collettività nazionale;
  • la classe politica tenta di sopperire alla sostanziale ingovernabilità, generata da interessi particolari divergenti, con leggi che garantiscono la conservazione del sistema degradato e corrotto fin qui prodotto e non permette il controllo democratico del voto;
  • la futura classe politica italiana dovrà essere altamente competente, motivata e responsabilizzata per farsi carico di rappresentare gli interessi dell’Italia nel consesso continentale e internazionale.

È urgente un azzeramento della classe dirigente di questo Paese, che deve essere attuato in tempi brevi e certi, per ridare ossigeno alle forze fiaccate dalle estenuanti battaglie per la conservazione di posizioni di privilegio a danno dell’interesse comune.

Il sistema seguente si propone, in maniera estremamente semplice e diretta:

  • di rigenerare completamente (azzerare) la classe politica in modo democratico e col minore dispendio di energie, cioè senza incrementare la complessità del sistema elettorale e favorendo il controllo popolare del voto (leggi garantire la semplice identificazione dei brogli e favorire la trasparenza e il controllo democratico del voto);
  • di selezionare, in una prima sessione di voto (primarie nazionali), in modo trasparente (tramite la pubblicazione dei profili dei candidati) e in modo meritocratico (proporzionalmente ai voti ricevuti) i candidati che potranno partecipare alle elezioni nazionali, regionali e locali (per gli anni precedenti le successive elezioni parlamentari nazionali, ossia sino a che verranno indette nuove elezioni parlamentari);
  • di selezionare in una seconda sessione di voto (elezioni parlamentari nazionali) i rappresentati del Parlamento;
  • di produrre il risultato del voto e i dati, garantendo la semplicità, l’efficacia e la trasparenza dei meccanismi di controllo del voto oltre ai tempi brevi e certi per il raggiungimento di questo risultato;
  • di permettere il controllo diretto del voto ai soggetti partecipanti alla competizione e in differita a tutti i cittadini autorizzati a farlo.

Sistema di attribuzione dei seggi

proporzionale, senza premi e senza soglie di sbarramento

equità e giustizia distributiva

Numero di turni elettorali

due turni

  • primo turno per la selezione candidati (primarie nazionali)
  • secondo turno di competizione per l’elezione
il primo turno permette di “scremare” le candidature e evidenziare eventuali incompatibilità;
il secondo turno permette di valorizzare le migliori candidature anche se provenienti da liste minori della coalizione (meritocrazia);

Numero di liste

attribuite su base regionale in base ai collegi elettorali

secondo schemi negoziati dalle forze politiche in campo

Tipo di confronto

bipolare per coalizioni

due coalizioni preelettorali garantiscono le minoranze dal poter presentare candidature forti e rappresentative per  gli interessi di tulla la collettività (la partecipazione senza soglia di sbarramento garantisce i candidati forti delle minoranze)

Tipo di liste

oltre ai partiti tradizionali, anche associazioni culturali, di volontariato e, in generale, della società civile operanti da almeno 10 anni nel territorio possono proporre candidati in proprie liste e apparentarle alle due coalizioni (dx, sx)

la partecipazione massiccia della società civile garantisce le candidature alla luce dell’interesse generale e del bene comune, garantisce le comunità che riconoscono il valore dei propri cittadini e decidono di richiedere il loro impegno nell’interesse generale.

Tipologia  dei candidati

  • le liste devono contenere il 50% di uomini e il 50 di donne obbligatoriamente
  • i candidati possono ripetere la propria candidatura più volte durante il corso della propria vita ma non possono essere eletti e occupare cariche politiche pubbliche per più di due legislature
  • i candidati devono essere incensurati e segnalare nel proprio curriculum eventuali controversie penali o civili che gli hanno visti formalmente implicati
  • i candidati possono essere semplici cittadini contattati dalle associazioni del territorio che li riterrano qualificati per essere candidati nelle proprie liste

le tipologie dei candidati devono muoversi con forza in senso legalitario e tendere a evidenziare candidature improprie e che si muovono anche solo tendenzialmente verso l’illegalità o il conflitto d’interesse; gli eletti dovranno essere l'idealità migliore della nazione e non più lo specchio della nazione, un esempio per il miglioramento morale e culturale del Paese e non uno specchio opacizzato dai vizi e dal malcostume;

Modalità di elezione

I candidati più votati al primo turno (ad esempio tra 10000 candidati distribuiti per regione), con riferimento ai collegi e secondo quote regionali, vengono inseriti in due liste, una per coalizione (ad esempio 1000 candidati per coalizione). I 630 candidati più votati (ad esempio tra i 2000 del secondo turno) verranno eletti; la somma dei voti dei candidati appartenenti alla stessa lista e alla stessa coalizione fornirà la classifica per liste della stessa coalizione e di quella tra coalizioni.

La lista con più voti esprimerà la leadership della coalizione e il governo. La lista più votata della coalizione perdente esprimerà la guida dell’opposizione.

 

 

Il sistema ha le seguenti caratteristiche:

  1. due turni per la selezione dei candidati e l’elezione dei parlamentari
  2. primo turno (primarie nazionali): selezione dei candidati a incarichi pubblici, secondo criteri di numerosità del consenso (solo coloro che hanno il maggiore numero di voti su base regionale vengono selezionati e abilitati a partecipare alle competizioni elettorali nazionali, regionali e locali, superando le candidature clientelari e di consorteria)
  3. secondo turno, elezioni vere e proprie dei candidati selezionati al primo turno: elezione agli incarichi nazionali, regionali e locali
  4. sistema bipolare per coalizioni vincolate (più liste riunite in due coalizioni dichiarate in fase preelettorale in base ad una dichiarazione d’intenti)
  5. pari opportunità delle candidature garantita nelle liste (50% uomini, 50% donne)
  6. attribuzione proporzionale dei voti ai candidati delle liste e selezione su base regionale (secondo parametri di attribuzione del numero dei candidati eleggibili per regione e in base ai collegi)
  7. nessuna soglia per le liste, in quanto la qualità del candidato conta più della rilevanza della lista (meritocrazia)
  8. semplificazione dell’indicazione di voto (vedi esempio di scheda)
  9. semplificazione del conteggio manuale e del primo controllo automatico del voto (da specificare)
  10. trasmissione decentrata e trasparente dei voti (più centri di aggregazione nazionali) e controllo incrociato
  11. semplificazione dei meccanismi di attribuzione dei seggi
  12. generazione di dati di controllo a posteriori
  13. semplificazione nella generazione delle liste dei candidati presentabili alle successive elezioni politiche regionali e locali.


Deputati eletti in Sardegna, come indicato nel sito della Camera dei Deputati (http://www.camera.it/leg17/313): i profili (curriculum semplificato) è accessibile tramite dei collegamenti da questa pagina web.

 

I profili degli eletti a livello nazionale sono selezionabili e filtrabili in base alle informazioni salienti. Allo stesso modo potrebbero essere espresse le candidature, nelle liste su base regionale, per le elezioni nazionali.

 

Le elezioni avranno luogo in due turni a distanza di 15 giorni l’uno dall’altro.

La successione temporale degli eventi è la seguente:

  1. viene fissata la data del voto (primo e secondo turno, scadenza consegna profili candidati, disponibilità pubblica dei profili) con 90 giorni (tre mesi) di anticipo;
  2. entro 30 giorni (un mese) dalla pubblicazione della data del primo turno (entro 60 giorni dalla data del voto) devono essere presentate le liste elettorali così composte:entro 15 giorni successivi alla scadenza della consegna dei profili dei candidati (a 45 giorni dalla data del voto) gli stessi profili dovranno essere messi a disposizione dei cittadini sul sito del Ministero degli interni;
    • le liste devono fare capo ad associazioni della società civile o partiti operanti da almeno 10 anni nel territorio di riferimento (regionale) o essere composte da gruppi di cittadini che risiedono da almeno 10 anni nel territorio di riferimento;
    • i candidati dovranno essere  cittadini italiani, maggiorenni, incensurati e con diritto di voto in Italia;
    • i candidati con pene gravi (giustizia penale) passate in giudicato non potranno candidarsi o essere candidati;
    • qualunque controversia passata per giudizio penale o civile dovrà essere allegata al curriculum vitae (pena l’esclusione per omissione di dati rilevanti giudizio comparato in fase di voto);
    • dichiarazioni mendaci (titoli di studio, certificazioni professionali…)  indicate nel curriculum esposto saranno punite con il ritiro del candidato/a (anche a elezione avvenuta);
    • le candidature dovranno essere legate alla regione di residenza dei 10 anni precedenti le elezioni (ossia saranno eletti dalla comunità che conosce il candidato da almeno 10 anni, o dalla comunità di riferimento della famiglia, secondo criteri da stabilire rigorosamente);
    • 80% di candidati che non sono stati mai eletti precedentemente, 20% di candidati già eletti al massimo una volta (che concorrono per la seconda volta);
    • pari opportunità garantita: le candidature dovranno essere distribuite omogeneamente tra i generi (50% uomini, 50% donne);
    • un massimo di 20 candidati per ogni lista; un massimo di N liste regionali (ad esempio N=#provincie * 5, ad esempio per la Sardegna #provincie=4 e quindi al massimo N=20);
    • ognuna delle N liste regionali si può presentare su una sola regione e deve obbligatoriamente dichiarare la coalizione di appartenenza (dx o sx) in fase di voto al primo turno;
    • il numero di eletti sarà distribuito in 20 regioni in modo proporzionale alla popolazione regionale (quote regionali in base a una opportuna legge di distribuzione negoziata, se non verrà creata una legge ad hoc varranno i criteri attuali di distribuzione del numero di seggi per regione);
    • per ogni candidato dovrà essere presentato un profilo semplificato standard (curriculum semplificato), su un modello adatto al trattamento automatico e alla comparazione dei dati inserito a cura del candidato in una banca dati on-line del Ministero degli interni.
  3. i profili dei candidati dovranno essere ricercabili, filtrabili e confrontabili rispetto ai dati dei curricula e all’appartenenza a una lista e a una coalizione (analogamente a quanto avviene nel sito della Camera dei Deputati per gli eletti); il sistema deve potere raccogliere informazioni e commenti di rappresentanti della cittadinanza (rappresentanti delle liste concorrenti), registrati (verifica identità) con account sul sito stesso;
  4. i candidati presentati per ogni lista dovranno essere ordinati in ordine alfabetico (A-Z) attribuendo un numero progressivo crescente (0000-9999) preceduto da una sigla con al massimo 4 caratteri alfanumerici (ad esempio da ATR2-0000 sino a ATR2-9999…)

 

 

Scheda semplificata (esempio grossolano) per voto singolo (al centro il codice lista e il codice candidato e coalizione)

  

Il sistema funziona nel modo seguente:

  1. i partiti politici tradizionali e le associazioni della società civile (ad esempio comprese organizzazioni sindacali, volontariato, organizzazioni professionali, società civile…) attive da almeno 10 anni sul territorio nazionale, potranno presentare proprie liste (al massimo due) di candidati (al massimo 20 candidati se la lista è unica o 10 se le liste sono due) partecipanti al primo turno di votazione e dovranno associare la lista, in modo chiaro e trasparente, a una delle due coalizioni opposte (chiamiamole per semplificare DX e SX);i cittadini informati (presa visione delle informazioni on-line - scaricabili e confrontabili -  dei candidati)  potranno prendere nota del codice del candidato (scelta unica per ogni elettore, al esempio AMI1-044, ossia 44° candidato della lista n. 1 della Ass. Miglioriamo l’Italia);
    1. le coalizioni dovranno presentare un programma condiviso dei principi che muoveranno l’azione politica del governo che dovranno eventualmente guidare (ad esempio: dieci punti o priorità di metodo) e (ad esempio 20) punti progettuali o problemi cui dare soluzione nei 5 anni di governo, con una chiara indicazione metodologica e nessun dettaglio progettuale, in modo che siano chiari gli interessi difesi (chi ci guadagna e cosa ci guadagna a sostenere l’impegno del governo) e la prospettiva strategica per il futuro del Paese;
    2. l’adesione a coalizioni preelettorali è obbligatoria pena l’esclusione;
    3. sulla scheda elettorale saranno presenti gli spazi per scrivere il codice del candidato scelto (a cura del cittadino elettore) e la città e il numero di sezione elettorale (timbrata sul retro a cura degli uffici elettorali prima dell’ingresso alla cabina elettorale e sulla parte frontale, nell’apposito spazio, in fase di scrutinio);
  2. i candidati che avranno ottenuto la maggioranza dei voti saranno abilitati a partecipare al secondo turno e se non eletti sono comunque abilitati a partecipare a tutte le competizioni elettorali che potranno essere realizzate prima e non oltre la successiva competizione elettorale nazionale;
  3. il secondo turno selezionerà i 630 deputati tra i candidati col maggiore numero di voti, secondo i criteri di distribuzione regionale dei seggi; i candidati col maggiore numero di voti si distribuiranno naturalmente tra le liste di appartenenza e tra le due coalizioni concorrenti al governo nazionale; la lista con il maggiore numero di voti e appartenente alla coalizione vincente proporrà il Presidente del consiglio dei ministri al Presidente della Repubblica, la coalizione perdente proporrà il Presidente della camera dei deputati al Presidente della Repubblica; 
  4. i voti verranno contati manualmente in sede di scrutinio e le schede verranno ricontate automaticamente (contemporaneamente) con l’ausilio di un apparato dotato di hardware di scansione veloce e software per il controllo della scansione e il di riconoscimento automatico dei caratteri OCR);
    1. in fase di scrutinio ogni scheda potrà essere numerata e datata (con timbri – seguendo le più moderne tecnologie - stampando il nome completo, la lista di riferimento e altri dati in modo leggibile in appositi spazi sulla scheda per facilitarne il controllo a posteriori) e acquisita (sempre in seduta pubblica di scrutinio) e infine copiata su memoria di massa per una successiva verifica (rendendola pubblica ai rappresentanti delle liste in competizione);
    2. la forma semplificata della scheda non darà adito ad ambiguità e faciliterà la sessione di voto e le successive sessioni distinte di scrutinio manuale, di controllo automatico e verifica a posteriori;
    3. il doppio controllo (umano + automatico) garantirà un’adeguata precisione nelle operazioni di conteggio, la disponibilità di copia elettronica (senza valore legale) permetterà il controllo autonomo delle liste concorrenti (entro un tempo prefissato per l’eventuale ricorso, che verrà garantito sezione per sezione);
  5. il voto di un candidato unico per elettore favorirà la concentrazione di voti su candidati largamente condivisi e il consenso privilegerà le competenze riconoscibili dalla maggioranza rispetto agli interessi particolari di gruppi ristretti;
    1. possiamo pensare anche ad un sistema con due voti espressi per ogni elettore, uno per coalizione in modo da sottolineare il concetto di solidarietà nazionale nella scelta dei candidati migliori delle due coalizioni (in pratica ogni elettore sceglie un candidato di destra  e uno di sinistra);
    2. possiamo anche pensare un sistema con quattro preferenze per elettore, due per coalizione tenendo conto del genere (uomo, donna) in modo da sottolineare la solidarietà nazionale e la parità di genere delle due coalizioni (in pratica ogni elettore sceglie un uomo e una donna di destra e un uomo e una donna di sinistra, in tutto quattro preferenze);

  

Scheda (esempio grossolano) per voto singolo compilata (al centro il codice lista e il codice candidato, inserita dall’elettore/elettrice - ai lati i visti e il codice di città e sezione, inseriti in fase di scrutinio in modo automatico).

 

Ricordiamo a tutti che il voto elettronico e lo spoglio elettronico o la trasmissione elettronica dei dati, possono essere contraffatti e manipolati senza che si possa risalire alle contraffazioni a meno che non si proteggano i dati trasmessi e vengano diffusi a più sedi di riconteggio. In pratica i brogli è dimostrato possano avvenire

  • in fase di voto, con la possibile compilazione schede all’esterno della sezione/cabina elettorale
  • in fase di spoglio nelle sezioni, con la possibile complicità dei funzionari e del personale addetto e di controllo
  • in fase di trascrizione dei risultati parziali di sezione, sempre con la possibile complicità dei funzionari e del personale addetto e di controllo
  • in fase di trasmissione dei dati, con la possibile complicità di addetti delle società di telecomunicazioni, da criminali con apparati posti tra la sorgente e la destinazioni (“man in the middle”) o con l’eventuale complicità dei funzionari addetti alla trasmissione
  • in fase di aggregazione dei dati definitivi

Per ovviare a tutte queste possibilità si dovrebbero trasmettere i dati parziali in più modi e attraverso più sistemi di trasmissione (canali protetti, VPN) a più sedi di controllo (ad esempio procure, regioni e tutte le sedi di rappresentanza delle liste) al fine di effettuare controlli incrociati e distribuire copie dei dati.

I canali privilegiati avranno funzione di emissione del dato definitivo, le altre sedi solo di controllo e verifica dei dati. 

Il sistema proposto è estremamente semplificato e indicativo di un metodo, non ha la pretesa di illustrare dettagli ma solo di indicare un modo di ragionare e di procedere per rendere possibile un effettivo cambiamento nel modo di concepire la rappresentanza politica e il controllo democratico nel nostro Paese.

 

I maggiori vantaggi sono:

  • favorisce il ricambio della classe politica senza veti della stessa (meritocrazia anziché clientele)
  • se vengono presentati candidati impresentabili verranno favorite naturalmente le liste concorrenti che presentano candidati giudicati migliori
    • la coalizione vincente sarà quella le cui liste hanno ricevuto più voti, la lista col maggior numero di voti tra quelle della coalizione vincente sarà quella che esprimerà la leadership in Parlamento
  • il voto singolo è difficilmente controllabile ma è organizzabile (con accordi a priori non verificabili a posteriori), l’organizzazione è permessa il ricatto no
    • permette la scelta diretta dei candidati migliori (comparata) scelti direttamente dagli elettori tra persone operanti nel territorio
  • favorisce la governabilità bipolare agendo sulle coalizioni preelettorali senza premi se non quello del corretto agire e della qualità dei candidati (meritocrazia)
  • trasparenza dei curricula dei candidati (verificabili, comparabili e eleggibili)
  • efficienza dei meccanismi di selezione validi anche nelle elezioni regionali e locali
  • chiarezza e giustizia nell’attribuzione dei seggi (proporzionali al numero dei voti)
  • chiarezza nella selezione dei candidati (in base al maggiore numero dei voti)
  • partecipazione della società civile nella scelta dei candidati
    • chiarezza e trasparenza delle candidature proposte da liste di partiti e società civile noti per l’operosità nei territori
  • parità di opportunità tra uomini e donne
  • facilitazione della comparazione popolare (curricula) dei candidati e della selezione degli stessi
  • facilità di voto, facilità di conteggio,facilità di controllo del voto e riconteggio
  • definizione di criteri per fornire dati di riconteggio e controllo popolare
  • attenzione al broglio elettronico nello spoglio così come nella trasmissione dei dati 


Queste note, che qualcuno potrà giudicare bislacche, vogliono solo mettere in evidenza che si può costruire un sistema di voto più democratico e con maggiore controllo popolare ma che di fatto non è presente la volontà politica perché il nostro sistema politico non è effettivamente democratico e non ha nessuna intenzione di diventarlo, ne abbiamo prova nei ripetuti tentativi di costruzione di leggi elettorali su misura che non hanno nessuna intenzione di tutelare la collettività ma il solo scopo di favorire smisuratamente gli interessi di una fazione o di un gruppo per egemonizzare il resto della popolazione. Il nostro sistema politico attuale è di fatto un sistema oligarchico tendente verso il regime autoritario (liste con candidati bloccati, senato non eleggibile, premio di maggioranza su quorum relativamente basso, elevato astensionismo), che protegge piccoli e potenti gruppi economici a discapito dell’intera popolazione di questo Paese, bloccando la mobilità sociale, smantellando la scuola e i servizi pubblici e conservando posizioni di putrescente privilegio anche in tempi di crisi come questa.   

Gli elementi che dovrebbero farci riflettere sono i seguenti:

  • il sistema elettorale attuale e quelli proposti finora sono sistemi maggioritari, ciò significa che nel conteggio dei seggi non si tiene conto della volontà degli elettori ma un certo numero di schede (voti espressi) vengono passati (come premio) alla coalizione che ha vinto. Questo comportamento è di fatto una truffa legalizzata, un broglio reso legale dal sistema elettorale. Votare un sistema maggioritario con premio di maggioranza significa di fatto legalizzare un broglio del tutto equivalente alla contraffazione della scheda elettorale in fase di scrutinio, dove come per magia un certo numero di voti si tramuta in un altro;
  • i candidati del sistema attuale e di quelli precedenti non sono i migliori possibili ma sono imposti dai potentati economici e politici prevalentemente per cooptazione, compravendita, ricatto, spesso manipolati e costretti a sottostare a leggi non scritte e accordi “sotto banco” (leggi occulti); un sistema democratico dovrebbe avere in mente la comparazione dei candidati con caratteristiche più vicine a un ideale favorevole alla comunità nazionale e per questo lontano da meccanismi di cooptazione e convenienza che favoriscono la corruzione e la concussione e tutte le condotte illegali che deviano il capitale pubblico nelle mani della malavita rendendo inefficiente il sistema statale e alla fine insostenibile;
  • la presenza di due coalizioni preelettorali invita i candidati e costringe le liste ad essere trasparenti e coerenti con una visione del mondo e una prospettiva da realizzare con una legislazione efficace nella legislatura di riferimento, in modo duraturo e incrementale, nell’interesse nazionale e continentale;
  • selezionare candidati capaci, preparati e indipendenti rafforza il governo nazionale e permette di formare larghe maggioranze non sul ricatto o sulle clientele ma sulla razionalità, l’utilità e il bene comune, in definitiva permette la formazione di una larga maggioranza, di volta in volta, sulla bontà dei provvedimenti che non è detto debbano per forza danneggiare gli attuali detentori del potere economico.  

Questa bozza di sistema elettorale si può cambiare e migliorare quanto si vuole ma spero che le linee guida siano chiare e soprattutto semplici da intendere. Per chi vuole intendere.

 

 

Bibliografia minima 

  • Costituzione italiana      
  • Operazioni di seggio degli uff. elettorali (Min. degli Interni)         
  • Trattato di Lisbona (13 dicembre 2007)      

 

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