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Passi verso la costruzione di politiche locali - Beni primari

Beni comuni primari

  • Terra e aria
  • Acqua
  • Energia e risorse naturali
  • Conoscenze e competenze tradizionali e moderne

 

Terra e aria rimandano al territorio, al paesaggio e alle risorse ambientali e storiche sedimentate. Terra e aria rimandano alla cura necessaria per la conservazione delle risorse primarie il cui deterioramento comprometterebbe la possibilità di vita e di sviluppo armonioso di una popolazione nel suo territorio.

Il rispetto delle risorse ambientali è il primo elemento irrinunciabile di un’economia basata sulle risorse. Le attività umane si devono adattare al territorio e non viceversa; questo è il capovolgimento del paradigma che vede l’uomo come protagonista assoluto dello scenario terrestre: esso è al più coprotagonista insieme alla natura, da questo equilibrio nasce uno sviluppo sostenibile a lungo termine.

La cura del territorio ha sempre dato i suoi frutti, gli alimenti con l’agricoltura e l’allevamento, l’energia del sole e del vento o attraverso la riforestazione (che contrasta la produzione di gas serra) e la cura di boschi e foreste (produzione di pellet, sughero e legno), le bellezze naturalistiche sempre apprezzate da viaggiatori di passaggio e turisti stanziali.

 

È necessario provvedere alla bonifiche delle zone ferite dalle attività industriali e destinare immediatamente quelle stesse zone ad altre attività a forte impatto paesaggistico in modo da creare sinergie tra bonifica e destinazione futura degli stessi luoghi. Bonifiche non fine a se stesse ma orientate verso un utilizzo a medio e breve termine; ciò guiderà la definizione delle priorità e farà risparmiare tempo e denaro. Decidere nell’immediato le finalità di una bonifica aggiungerà razionalità e mitigherà gli interessi privati a vantaggio dell’interesse pubblico.

 

Acqua significa vita, vitalità, attività, futuro. Le esigenze idriche dovranno essere curate sino a realizzare l’alta disponibilità pubblica di acqua potabile, pura e di elevata qualità. Si dovrà potenziare l’uso e anche la produzione e manutenzione di apparati di filtraggio domestico per garantire la purezza dell’acqua anche nel tratto dalle condotte dall’acquedotto alle abitazioni. Si dovrà rendere disponibile l’acqua per intensificare l’agricoltura, l’allevamento e l’acquicoltura (per il consumo locale e l’esportazione di prodotti ittici) e soprattutto nei luoghi frequentati dalla popolazione del territorio e per finalità turistiche (fontane, piscine e strutture per la cura attraverso l’attività motoria in acqua…); si dovranno diffondere le case dell’acqua, simbolo tangibile della cura per la vita nel territorio.

Si dovranno sviluppare e integrare le tecnologie esistenti per il recupero totale dell’acqua dai reflui fognari (impianti di depurazione), separare gli scarti organici per la produzione di energia da biomassa, l’urea per uso agricolo (l'80% dell'urea sintetizzata in laboratorio viene attualmente utilizzata come fertilizzante azotato). 

Valutare la costruzione di dissalatori d’acqua marina può essere vantaggioso per creare i presupposti di un trattamento a ciclo continuo dell’acqua di mare, utilizzando bacini artificiali per garantire la disponibilità continua d’acqua da usare e rimettere in circolo pulita per sempre!

 

Energia è azione, propulsione, capacità di realizzazione e di sviluppo. In passato l’assetto geologico del territorio ha permesso, con l’attività mineraria, di estrarre carbone da bruciare nelle centrali locali e fornire energia all’intero Paese. Adesso, dopo l’era dei combustibili fossili e del petrolio è arrivata l’era del sole e del vento. Sarebbe un errore scegliere questa o quella fonte privilegiata di produzione dell’energia, dovremo, piuttosto, utilizzare più fonti di energia da unire insieme in un sistema di produzione, ad altissimo livello d’integrazione, in grado di produrre energia da mettere in rete per utilizzarla localmente e per l’esportazione: l’economia regionale potrebbe trarre, da questo approccio, un grande beneficio economico. Il solare (concentratori a specchio) e l’eolico possono produrre grandi quantità di energia costantemente, le biomasse possono rivelarsi come delle preziose esternalità positive dalla depurazione delle acque e dalla riforestazione e cura del territorio montano. La produzione di energia da fonte rinnovabile integrata con gli impianti di depurazione e/o dissalazione può creare strutture durature e legate con altre attività del territorio quali l’agricoltura e l’allevamento; a partire da queste attività il passo per l’attivazione di attività medio industriali, di trasformazione e commercializzazione di prodotti alimentari, è breve. L’alta disponibilità di energia può favorire, a medio e lungo termine, politiche di riduzione delle tariffe energetiche e idriche, oltre alla proliferazione di piccole e medie imprese con base nel territorio. I rifiuti solidi urbani riciclati (carta, vetro, alluminio, oli usati…) potrebbero essere gestiti attraverso impianti realizzati nel territorio e finalizzati al riutilizzo degli stessi come motore di valore aggiunto. 

Vendere i rifiuti riciclati priva i territori di materiali che in futuro diventeranno sempre più scarsi visto il ritmo col quale i paesi in via di sviluppo li stanno acquisendo. Vendere materie prime e sottrarle al riuso, impedisce di fatto di creare un ciclo virtuoso delle materie prime sul territorio e sottrae risorse economiche alle comunità. 

 

Conoscenza e competenza significano potere di decidere in modo consapevole il destino del territorio e la capacità di attuazione di efficaci politiche locali. Solo una rivoluzione culturale profonda che veda protagonista le scuola, le istituzioni e le associazioni della società civile può dare energie nuove alla rinnovata intraprendenza privata al servizio della comunità e dello sviluppo sostenibile e duraturo. Per fare questo servono luoghi di relazione, spazi pubblici per l’incontro fisico delle forze in grado di sviluppare la creatività e la progettualità nel territorio.

 

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