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Passi verso la costruzione di politiche locali - Ripartire dai bisogni

Le politiche pubbliche dovrebbero partire dai reali bisogni delle popolazioni e dalle reali risorse disponibili per soddisfare questi bisogni in modo efficiente e duraturo. 

Nel seguito cercherò, in modo estremamente semplificato e schematico, di individuare alcuni elementi che possano guidare le politiche pubbliche locali: uno schema concettuale che generi un modello piuttosto che un piano strategico, il seme piuttosto che il frutto. 

Adattando i bisogni individuali alle necessità delle comunità possiamo, in via parziale e introduttiva, cercare di riconoscere e soddisfare alcuni di questi bisogni inappagati con l’attuazione di alcune semplici politiche pubbliche, orientate al miglioramento incessante della vita comune di una comunità che aspira ad essere unita e prospera. 

Ciò che segue vuole essere l’esposizione di una mentalità, di un modo di pensare e operare, delle esemplificazioni per visualizzare e dare un senso alla costruzione di politiche locali basate sulle risorse disponibili e sul soddisfacimento duraturo dei bisogni. 

In periodi di crisi alcuni bisogni primari diventano fondamentali per il mantenimento dell’equilibrio (omeostasi) di un individuo e quindi di una comunità. La mancanza di cibo, di riposo e di sicurezza, in passato, hanno scatenato le più sanguinose rivolte della storia, più di qualunque ideologia. Questo fatto è noto agli “strateghi” della politica del controllo sociale: lasciare una popolazione senza lavoro la rende schiava della sua inattività (alla ricerca del temporaneo soddisfacimento dei bisogni fisiologici) e priva d’intraprendenza, fiaccandone la volontà di cambiamento: fintanto che si resta sotto una soglia di rottura, superata la quale non si torna più indietro e si scatena la violenza indiscriminata e la barbarie.

 

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