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Eolico pubblico vs. speculazione

Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!
[Dante Alighieri, Purgatorio, Canto VI, vv 76-78]


L'Italia è uno dei pochi paesi europei che non ha ancora compreso a fondo l'opportunità di cambiamento offerta dalle fonti rinnovabili. È ormai chiaro che nel "Bordello" Italia, come è stato indicato dall'Economist (29/04/2010) il meridione del nostro paese, solo le organizzazioni criminali si sono accorte dei vantaggi economici che possono essere realizzati, ad esempio, con l'installazione e la gestione degli impianti eolici. Così come è accaduto per i rifiuti, le organizzazioni criminali sono i precursori nell'innovazione nel "Bordello Italia".

 

Sole, Vento e Alberi - Presa diretta (RAI3, 7 marzo 2010)

 
 
Il cambiamento è possibile, ma potrebbe essere l'ultima occasione per rimettere in piedi l'economia del Paese che amiamo. La produzione di energia dal vento con l'eolico, dal sole con il fotovoltaico e con le varie forme di solare termico e  termodinamico, i biogas da biomasse, la produzione di biocombustibili dalle alghe o da jatropha, l'essiccazione degli scarti organici per creare pellet per le stufe, l'energia delle maree e delle correnti marine, sono solo le fonti di una nuova energia che ha perlopiù le caratteristiche di essere distribuita (senza giacimenti come per il petrolio) e quindi più democratica.
Non possiamo perdere quest'occasione storica di riappropriarci dell'energia che sino ad oggi è stata in mano a pochi ed ha condizionato pesantemente le sorti dell'economia e della storia mondiale.
Con le tecnologie attuali, con i generatori eolici da record (di oltre 7MW) è possibile produrre grandi quantità di energia elettrica senza emissione di anidride carbonica e con relativamente bassi costi degli impianti e della manutenzione. Molte amministrazioni pubbliche potrebbero scommettere (anche creando società miste nel territorio) su un futuro di indipendenza energetica, puntando sulla diminuzione dei costi per i loro cittadini, per l'occupazione piena ed anche per realizzare ricavi da investire in nuovi servizi sul territorio. Non è più un'utopia, accade già in Germania, dove delle piccole comunità hanno già iniziato a fare utili e addirittura a produrre surplus di energia che vengono fornite gratis alle aziende che decidono di trasferirsi nelle zone industriali di quei "comuni". Si, perché un'altra caratteristica dell'energia prodotta in questo modo è la continua disponibilità, che mediamente supera le esigenze di utilizzo e deve essere quindi convogliata in reti efficienti le quali siano in grado di permettere un utilizzo anche notturno, per caricare batterie di ogni genere come ad esempio quelle delle macchine elettriche, in modo da non essere dispersa.
Paradossalmente, riducendo i costi per le famiglie si possono pensare soluzioni creative di utilizzo dell'energia in eccesso; c'è chi la usa già per essiccare il legno per la produzione di mobili o nell'industria alimentare, oppure nell'essiccazione dei residui organici per la produzione di pellet da bruciare nelle stufe, chi semplicemente per garantire l'illuminazione pubblica associandola al basso consumo di lampade a led nei centri storici e nelle periferie. Chiaramente l'energia, può anche essere usata per la produzione di idrogeno che a sua volta potrebbe, in un non lontano futuro, essere utilizzato (su vasta scala) come combustibile per i motori delle auto (economia dell'idrogeno).

Per fare un esempio estremamente semplificato, una cittadina di 40000 abitanti composta mediamente da 10000 famiglie di 4 persone ha bisogno di una potenza (nella situazione peggiore) di almeno 40 MW (4 KW per ogni famiglia x 10000 famiglie = 40000000 W = 40 MW) ottenibile con sei generatori eolici da 7 MW ciascuno (6 x 7 MW = 42 MW). È chiaro che sono stati utilizzati dei valori massimi di potenza erogata che non ci danno informazioni sui consumi effettivi ma solo sulla disponibilità di una quantità di energia tale da soddisfare con ampio margine le reali esigenze di consumo nel tempo (previa valutazione accurata della disponibilità annua di vento nelle zone geografiche d'interesse), questo è sufficiente per sapere di quanti generatori abbiamo bisogno (e magari per guadagnare dall'energia in eccesso condivisa in rete). Se venisse garantito ai cittadini un dimezzamento della bolletta e agli imprenditori un costo forfetario se non gratuito dell'energia potremo metterci in una condizione nella quale tutti sono vincenti (esclusi gli attuali monopolisti del petrolio che però avrebbero l'opportunità storica di riconvertire le proprie attività nella gestione di servizi connessi con l'utilizzo degli impianti e delle reti) e molte economia povere, escluse per tanto tempo dallo sviluppo industriale a causa dei costi dell'energia (penso al Meridione ed in particolare al Sud della Sardegna) potrebbero risollevarsi e prosperare.
 
Estratto (13' dall'inizio) della puntata di Exit trasmessa da "La 7" il 27 maggio 2008. 
La puntata integrale la trovate nel link La7 - EXIT.

Se pensiamo inoltre che col fotovoltaico si possono comunque realizzare impianti di media ed elevata potenza, con opportune politiche economiche (anche più generose dell'attuale conto energia), e maggiori vincoli che evitino l'installazione selvaggia di impianti solari ma concentrino l'installazione in zone precise, ben organizzate (allaccio in rete, vigilanza ...) permettendo ai privati di abbattere le spese di gestione ma garantendo un prezzo dell'energia adeguatamente basso, si potrebbe ottimizzare lo sfruttamento dell'energia solare e creare molti posti di lavoro. Il sole inoltre può essere utilizzato per dissalare l'acqua del mare e permettere di avere più acqua disponibile per l'agricoltura e per l'uso domestico e costi non proibitivi. 

Le fonti rinnovabili hanno il grande pregio di essere alla portata delle comunità, di potere essere modellate sulle esigenze e le disponibilità dei territori (integrando le tecnologie e distribuendole sul territorio), a differenza del nucleare che può essere gestito solo con un elevato contenuto di conoscenza (e comunque produce scorie radioattive non trattabili e i cui tempi di decadimento sono di decine di migliaia di anni) ed il cui controllo resta in mano a pochi, il vento e il sole sono ancora alla portata di tutti, finché qualcuno non si approprierà del diritto del loro sfruttamento per cinquant'anni e forse più ... lo stanno già facendo ed è necessario fermarli.
 
 
 

Documentari su ambiente e energia

  1. Yann Arthus-Bertrand - La Terra vista dal cielo - Francia 1999
  2. Alex Gibney - Enron: The Smartest Guys in the Room - USA 2003
  3. Davis Guggenheim - Una scomoda verità (An Inconvenient) - USA 2006
  4. Beppe Grillo - Interviste con il futuro - Italia 2006
  5. Peter Joseph - Zeigeist: Addendum - USA 2008
  6. Yann Arthus-Bertrand - Home - Francia 2009
 
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+7 # Silvia 2014-08-21 02:50
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