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L’indipendenza energetica dei territori - Alternative

Bisogna convincere le popolazioni che un'alternativa è possibile ed è rappresentata dal governo diretto delle politiche energetiche locali a vantaggio delle comunità locali, con l'abbassamento delle tariffe per le utenze domestiche e la drastica riduzione per le zone artigianali e/o industriali (come già dimostrato in mezza Europa dai network dell'energia). Il problema è generale e interessa anche la gestione dei rifiuti e dell'acqua.

Le comunità legate ai territori devono avere il controllo sulle risorse che gli appartengono storicamente e geograficamente e possono essere gestite su aree più vaste da patti intercomunali, da unioni di comuni e di imprese del territorio che dovranno essere convinte di investire per una adeguata remunerazione a medio lungo termine. Le leggi regionali permettono tutto questo, la volontà politica è assente.

La produzione da fonte rinnovabile si propone di sostituire, dal punto di vista lucrativo, lo sfruttamento delle fonti fossili, attraverso l'equiparazione tra barili e aree (ettari) di territorio (l'energia in eccesso si immette in rete e si rivende come una qualunque merce).

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Commenti   

 
+2 # Gianfranco 2014-10-05 08:09
L'energia più ecologica è quella che non si consuma, perchè in Italia che abbiamo un patrimonio edilizio che è un colabrodo energeticamente non partre una grande campagna di riqualificazion e degli imoobili pubblici e privati?
Ne trarrebero benefici sia gli abitanti nel portafoglio e nella salubrità degli ambienti e sia lo stato che taglierebbe di due ordinii di grandezza le importazioni di gas e petrolio.
Gianfranco
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