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L’indipendenza energetica dei territori - La terra

Chi specula sa bene che oggi, a livello internazionale, è importante trasformare questa montagna di carta straccia (il denaro delle promesse non onorabili) in beni tangibili, meglio ancora se valorizzabili nel tempo, ad esempio, per la produzione di energia. Acquistare la terra è la loro priorità, segue l’appropriazione della liquidità creditizia agevolata e solo alla fine c’è la reddittività energetica delle aree; del benessere e delle aspirazioni delle popolazioni “non importa a nessuno”. Finché i ragionamenti di chi si oppone a questo stato di cose saranno manichei (pro o contro qualcosa, senza proposte intermedie, senza la ricerca determinata di soluzioni condivise), non avranno alcuna utilità nel promuovere il progresso e lo sviluppo dei nostri territori. Si dica chiaramente che le fonti rinnovabili sono "utilissime ed economicamente vantaggiose se utilizzate dalle comunità locali e dimensionate sulle reali esigenze dei territori e delle popolazioni", perché possono rendere i territori indipendenti dalla schiavitù dell'energia ad alto costo, possono creare occupazione legata strettamente al territorio. Si dica chiaramente che sono tecnologie facilmente smantellabili, che garantiscono la possibilità di cambiare tattica (decisioni a breve termine) o strategia (decisioni a lungo termine) energetica in futuro, non vincolando le nuove generazioni a decisioni sbagliate prese oggi per un possibile disastroso domani. 

Piano degli interventi economici relativi al Piano Sulcis dalla "Delibera regionale 29/13 del 22 luglio 2014" (Regione Autonoma della Sardegna).


Sosteniamo politiche che siano in grado di ottere il massimo beneficio dei territori senza degradare le sue risorse, con un’elevata efficienza di remunerazione (che tenga conto del benessere effettivo prodotto sul territorio e non soltanto del reddito). Promuoviamo negoziazioni più articolate e competenti che garantiscano il futuro dei territori e delle popolazioni che le abitano.

Il problema della speculazione è legato all'interesse privato che va contro l'interesse pubblico e può essere annullato solo con politiche territoriali che mettano al primo posto la tutela del paesaggio e la convenienza economica e sociale delle popolazioni e non è detto che debbano penalizzare il privato ma, sicuramente, vincolarlo alle necessità delle popolazioni e non al mero profitto. È tempo di rendere noto chi specula sul bene comune, anche a livello politico locale.

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Commenti   

 
+2 # Gianfranco 2014-10-05 08:09
L'energia più ecologica è quella che non si consuma, perchè in Italia che abbiamo un patrimonio edilizio che è un colabrodo energeticamente non partre una grande campagna di riqualificazion e degli imoobili pubblici e privati?
Ne trarrebero benefici sia gli abitanti nel portafoglio e nella salubrità degli ambienti e sia lo stato che taglierebbe di due ordinii di grandezza le importazioni di gas e petrolio.
Gianfranco
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