Articoli

La trasparenza delle istituzioni

« Il valore di un uomo, per la comunità in cui vive, dipende anzitutto dalla misura in cui i suoi sentimenti, i suoi pensieri e le sue azioni contribuiscono allo sviluppo dell’esistenza degli altri individui. [...] Il vero valore di un uomo si determina esaminando in quale misura e in che senso egli è giunto a liberarsi dall’io ».

(Albert Einstein, Come io vedo il mondo, ediz. italiana Newton Compton, Roma 1975)

 

L'attuale profonda crisi delle istituzioni ha una cura: la trasparenza. La trasparenza dell'amministrazione pubblica e della politica è una necessità vitale delle moderne democrazie (open government). La trasparenza delle azioni e degli atti formali garantisce la democrazia attraverso il controllo democratico sul conflitto d'interessi, sulla corruzione, sui favoritismi e sulle truffe.

Il 15 febbraio 2013 è stato approvato dal Consiglio dei Ministri (pubblicato il 14 marzo 2013, sulla Gazzetta Ufficiale n. 33) il pacchetto di misure che disciplina gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione delle informazioni da parte delle Pubbliche Amministrazioni ed attua la legge anticorruzione (190/2012), vincolando politici e i parenti entro il secondo grado alla pubblicazione, tra le altre cose, delle loro situazioni patrimoniali.

Questo è un primo importante passo nella direzione della trasparenza nella P. A. e nella lotta contro le clientele, le truffe e la corruzione nella gestione delle risorse pubbliche. C'è ancora una resistenza diffusa all'attuazione della legge, ma il monitoraggio democratico è già iniziato. Nelle righe che seguono vogliamo ampliare la riflessione sul significato e i benefici della trasparenza dell'azione amministrativa sulle comunità, in un momento delicato di crisi come quello che stiamo attraversando.

Nascondere i propri fini e giustificare i mezzi utilizzati per raggiungerli, sino ad oggi, è stato segno di acume politico, di furbizia, di capacità di manipolare gli antagonisti per realizzare i propri scopi e prevalere. Oggi, l'estremizzazione di questo modo di procedere, sta producendo i suoi effetti devastanti e non riesce a proteggere neppure la minoranza "furba" che intendeva proteggere.

Sino ad ora ha prevalso la logica del più forte, prima dell'individuo poi dei gruppi, ora è arrivato il tempo di dimostrare che la specie umana ha acquisito cognizione e capacità di migliorarsi globalmente, come un tutt'uno, come un'umanità consapevole e solidale, con le sue grandi conoscenze, con  tutti i mezzi tecnologici e materiali di cui dispone.

Abbiamo sperimentato l'abbondanza di cibo, di merci e oggetti e, ciò nonostante, abbiamo anche visto e continuiamo a vedere la morte e la sofferenza in larga parte delle popolazioni povere, impoverite dallo sfruttamento selvaggio che ha arricchito pochi a spese della maggioranza.
Questa logica di sfuttamento di pochi, pochissimi, sulla maggioranza deve finire. Per realizzare ciò abbiamo bisogno di ripartire dalle comunità. Abbiamo bisogno di razionalizzare e riorganizzare la convivenza e le azioni quotidiane a partire dalle piccole comunità come la nostra.

Per fare questo abbiamo bisogno di riacquistare fiducia nella possibilità di realizzare un cambiamento profondo nel modo di operare e rapportarci razionalmente con la realtà.
Il primo passo dovrà essere quello fatto dalle classi chiamate a guidare la comunità. Questi individui dovranno rispecchiare le capacità e l'integrità che merita la propria comunità di appartenenza e nella quale essa si specchia e si riconosce con orgoglio.

 

Aggiungi commento

Puoi commentare liberamente anche in forma anonima.

Codice di sicurezza
Aggiorna