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La trappola di Kafka

«Rendre la vie impossible». «Il y a deux façons de tuer: une, que l’on désigne franchement par le verbe tuer; l’autre, celle qui reste sous-entendue d’habitude derrière cet euphémisme délicat: “rendre la vie impossible”. C’est le mode d’assassinat, lent et obscur, que consomme une foule d’invisibles complices. C’est un “auto-da-fé” sans “coroza” et sans flammes, perpétré par une Inquisition sans juge ni sentence ... ». Eugenio D’Ors, La vie de Goya, éd. Gallimard, p. 41. Altrove la chiama «Inquisizione diffusa».

"Rendere la vita impossibile". «Ci sono due modi di uccidere: uno da noi designato francamente dal verbo uccidere, l'altra che resta implicita dietro questo eufemismo delicato "Rendere la vita impossibile". Questo modo di uccidere, lento e oscuro, che utilizza molti complici invisibili. Si tratta di un "auto-da-fé" senza "mitra" (paramenti) e senza fiamme, perpetrata da una Inquisizione senza un giudice o una sentenza ... ». 

Eugenio D'Ors, La vita di Goya, ed. Gallimard, pagg 41. Altrove la chiama "Inquisizione diffusa".

[Tratto da Antonio Gramsci "Passato e presente", p. 139 - Giulio Einaudi Editore 1974]

 

Nel romanzo “Il processo” di Franz Kafka il prete scende dal pulpito e racconta a K. una storia, "Davanti alla legge", che in realtà è uno dei racconti più enigmatici ed appassionanti di Franz Kafka. La storia narra di un uomo di campagna che, fermato dal primo guardiano della Legge, passa la vita ad aspettare di passare, ma solo in punto di morte tale guardiano gli rivela che nessuno poteva passare di lì, perché quell'ingresso era riservato solo a lui, ed ora, morto lui, verrà chiuso per sempre. A tale proposito K. sostiene che il guardiano ha ingannato l'uomo di campagna; il cappellano, invece, gli dimostra che anche il guardiano potrebbe essere stato ingannato, e comunque ha agito in buona fede. Questo racconto può essere visto come una trappola per la mente, che ci costringe a leggere e rileggere il racconto senza trovare una via d’uscita soddisfacente ... oppure ci impone di vedere la storia come incastrata nel più vasto e complesso quadro del romanzo o di una sua particolare rielaborazione, come nel caso del film di Orson Welles. 

Vi propongo la mia personale spiegazione del racconto, una elucubrazione forse, ma non meno vera di una qualunque altra interpretazione.

  

Dal momento della nostra nascita, troviamo un mondo preesistente. I genitori e i parenti, i parenti dei parenti, gli amici e gli amici degli amici. I modi di vita, l'educazione, il linguaggio e gran parte delle acquisizioni culturali dei nostri primi anni di vita sono e saranno influenzati pesantemente da un enorme insieme di vincoli preesistenti alla nostra stessa esistenza e prima o poi li criticheremo aspramente qualunque essi siano. Tutto ciò che scopriamo allontanandoci dalla nostra casa sarà caratterizzato dall'essere preesistente a noi, le convenzioni sociali, la morale e la religione saranno altamente relativi (dipendenti la luogo di nascita e dal tempo in cui saremo costretti ad agire) e vincoleranno pesantemente l’interazione con i nostri simili. Inoltre, le regole delle istituzioni dominanti ci condizioneranno per tutta la vita a partire dalla nostra venuta al mondo. Tutta questa gran mole di informazioni, relazioni e significati è preesistente e prevalentemente sopravvivrà alla nostra dipartita.

  

La scena del processo in lingua originale (inglese)   

Orson Welles - Il processo - Francia, Germania Ovest, Italia, Jugoslavia 1962
 
 

La grande complessità delle strutture con le quali abbiamo a che fare condiziona pesantemente le nostre esistenze, limita quello che chiamiamo "libero arbitrio", finché ci accorgiamo che non c'è, nelle nostre vite, se non "a sprazzi" qua e là. La Legge (leggi "il potere occulto") non ammette scorciatoie e pone continuamente nuovi ostacoli che non possono essere aggirati ma devono essere affrontati se condivisi nel contenuto e nel metodo, ma più frequentemente si è vittime inconsapevoli del giudizio (proprio come il Signor K.). Il potere spesso nasconde una tirannide nei metodi e nei contenuti!

 

Le porte della Legge sono i diversi gradi di approvazione del comportamento di un individuo nella comunità di nascita, attraverso un giudizio senza giudice e senza tribunale (quindi occulto, non visibile per chi non vede oltre le apparenze, ma fatto dagli uomini) che dovrà stabilire l’appartenenza o meno dell’individuo alla comunità, basando il giudizio sulla adesione alla morale condivisa, sulla valutazione dell’adeguatezza del comportamento verso la comunità e sulla valutazione della qualità delle vere aspirazioni dell’individuo.

Le porte della Legge rappresentano la Storia a la Tradizione di un popolo. La non adesione porta all’esclusione, sua metafora “la morte”, l’esclusione dalla Storia e dalla Tradizione di un popolo. 

 

La scena della storia dell'uomo "Davanti alla Legge"   

Orson Welles - Il processo - Francia, Germania Ovest, Italia, Jugoslavia 1962

 

Nel film di Orson Welles a differenza del romanzo di Franz Kafka, il signor K. muore a causa di un’esplosione (non pugnalato dai suoi sicari) che sembra coinvolgere non solo K. ma l’intera umanità. Questa sottile scelta stilistica è di grande impatto visivo. L’esclusione dalla Tradizione e dalla Storia non è altro che la divisione del genere umano in storie e tradizioni diverse e in competizione per il predominio. La genesi della guerra per la conservazione della tradizione è dietro l’angolo. In sintesi questa è la storia dell’umanità fino ad oggi. Nascosta, in nuce, la speranza per il superamento delle tradizioni dei popoli finalizzata alla creazione di una storia comune, la Storia di una nuova umanità.

 

Lei è dunque un imbianchino?

Attenzione, quella appena descritta è una visione del potere sul mondo dal punto di vista di chi mira a conservare il potere, il controllo occulto mira a garantire la tradizione al di là del bene e del male e può, a lungo andare, portare a deliri di onnipotenza assolutistici e fare precipitare l'umanita in nuove guerre e nuova barbarie. E' fondamentale evitare che la storia ripeta i drammi e le sofferenze passate e usi ogni tutela per raggiungere questo obiettivo.

Adolf Hitler veniva soprannominato  l'imbianchino (pittore in senso dispregiativo).

  

La citazione iniziale è di Antonio Gramsci dal saggio "Passato e presente" 3a ed. - Roma: Editori riuniti, 1996. - XIX, 310 p. – (Biblioteca del pensiero moderno) - ISBN: 88-359-4074-5 - 1a EDIZIONE ELETTRONICA DEL: 6 giugno 2008,  licenza 


Liber Liber (e-book gratis

http://www.liberliber.it/libri/g/gramsci/index.php
http://www.liberliber.it/mediateca/libri/g/gramsci/passato_e_presente/pdf/passat_p.pdf

 

ATTENZIONE Nell'edizione PDF della liberliber ho rilevato delle differenze con l'edizione cartacea Einaudi del 1974; in particolare con riferimento alla stessa pagina dove è presente la citazione  (pag. 97 del PDF e pag. 139 dell'ed. Einaudi), nell'edizione elettronica vi è un paragrafo in più che è assente dell'edizione cartacea dal titolo "Alessandro Mariani". Il paragrafo citato è invece lo stesso.


Articoli più letti - Consapevolezza

 

Bibliografia

  1. Nicoletta Cavazza - La persuasione - Il Mulino 1996
  2. Martin Howard - Sappiamo cosa vuoi - Minimum Fax 2005
  3. Robert B. Cialdini - Le armi della persuasione - Giunti 1989
  4. Altre letture consigliate
  5. Il processo (un film di Orson Welles, tratto dall'omonimo romanzo di Franz Kafka)
  6. George Orwell - 1984 (Nineteen Eighty-Four, 1948)  - Mondadori 2002 
  7. Aldous Haxley - Mondo Nuovo (Brave New World, 1932) - Mondadori 2000
  8. Bertolt Brecht - Poesie di Svendborg - Einaudi 1976

 

Cinematografia

  1. Richard Linklater - Un oscuro scrutare 'A scanner darkly' - USA 2006
  2. Jonathan Demme - The manchurian candidate - USA 2004
  3. Roger Spottiswoode - Spinning Boris 'Intrigo a Mosca' - USA 2003
  4. Peter Weir - The Truman Show - USA 1998
  5. Tony Scott - Nemico pubblico 'Enemy of the State' - USA 1998
  6. Michael Redford - 1984 - UK 1984
  7. Alain Resnais - Mon oncle d'Amérique - Francia 1980
  8. Sydney Lumet - Quinto potere 'Network' - USA 1976
  9. François Truffaut - Fahrenheit 451 - UK 1966
  10. Orson Welles - Il processo - Fra/Ita/Ger/Jugoslavia 1962
  11. Orson Welles - Quarto potere 'Citizen Kane' - USA 1941



    

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Commenti   

 
+2 # Alessio 2015-03-09 21:30
Ciao,
stavo cercando in rete delle foto relative al Processo di Kafka e ho trovato quella che qui in questo blog si puà vedere nel video della "Scena della storia dell'uomo Davanti alla Legge". La foto è coperta da copyright ?
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+3 # Mauro 2015-03-11 11:12
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