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Il teatrino della politica e il gioco delle parti - Il gioco delle parti

Al di là dell'ironia che qualcuno giudicherà, a torto o a ragione, fuori luogo, il gioco delle parti può essere un gioco vero, di quelli che alla fine della serata ci fanno sentire soddisfatti, più di un gol di Messi, contenti per esserci divertiti per qualche ora ed avere contemporaneamente imparato o condiviso qualcosa. 

Ho preparato una griglia di 4x4=16 posizioni ideologico-socio-economiche che sono la combinazione ragionata (neppure tanto) tra liberalismo e socialismo democratico, in salsa cattolica.

Da una parte i partiti (con il loro logo), dall'altra quelli che sono stati indicati come leader o portavoce, per me "parafulmini" viventi, ossia i più esposti, la prima linea nella manifestazione della linea politica e nell'esternazione vera o presunta delle strategie mediatiche di un partito. Con questi pochi elementi potrai creare il tuo scenario e facendo delle variazioni, in poco tempo ti accorgerai, come è capitato a me, così per gioco, che le posizioni assunte dai contendenti si muovono lungo linee ideologiche ben individuabili e le aree controllate sono estremamente stabili e circoscritte; ti accorgerai che la linea e le strategie dei partiti sono più rigide di quelle dei suoi leader che, come degli esploratori, si muovono per sondare nuove posizioni o per fingere comportamenti e ruoli. 

Avrei voluto aggiungere anche le lobby (chi ha influenza sulle politiche e/o sulla scelta dei candidati: chiese, banche, grosse industrie, media e associazioni culturali anche internazionali) e quelle dei protagonisti dell'informazione (giornalisti di vari media e conduttori/conduttrici radiofoniche e televisive), ma la cosa complicherebbe notevolmente ciò che vuole essere niente più che una provocazione, lo stimolo per analizzare i fatti, capire i comportamenti nella comunicazione politica e nel marketing, per capire gli obiettivi e le strategie che li supportano; capire e individuare le menzogne e le ipocrisie, guardandole con distacco per non essere influenzati da simpatie e antipatie che ci renderebbero ciechi di fronte a manovre subdole ma spesso tanto semplici da essere imbarazzanti.

Il posizionamento politico è una cosa seria e viene realizzato con precisi software di scaling multidimensionale, confrontando matrici di parametri (metrici e non metrici) e realizzando delle mappe di similarità che rilevano le differenze tra partito e partito, tra leader e leader, a partire dalle posizioni consolidate e dalle posizioni politiche espresse al variare del tempo e al mutare del clima e delle condizioni politiche. Queste informazioni hanno elevato rilievo nel marketing strategico politico e tipicamente non vengono rese note al grande pubblico.

Qui vogliamo solo giocare con le fantaelezioni, perché la credibilità politica della nostra classe dirigente ha toccato il fondo e possiamo solo permetterci di rafforzare la convinzione diffusa che i partiti sono diventati autoreferenziali e non rappresentano più le esigenze del Paese che amiamo, giocando con le loro fantasiose strategie,  tentando di prevedere i loro comportamenti e le loro alleanze per tentare di capire le loro ragioni nascoste.

Nel paragrafo che segue vi propongo un mio tentativo di leggere le posizioni reciproche dei contendenti alle politiche 2013. Non mi prendo sul serio, il mio è un tentativo elementare e bislacco di proporre una modalità visuale di analisi dell'interazione politica fra le parti (in parte calcolato, in parte ritoccato e corretto a mano) a chi non ha nessuna dimestichezza con questi elementi di analisi, che richiede comunque d'essere informati e aggiornati almeno sulle ultime dichiarazioni pubbliche dei vari leader e portavoce politici.

L'interpretazione che vi propongo è estremamente soggettiva e sarà strampalata e male informata per alcuni, abbastanza calzante per altri, completamente assurda e fuori luogo per altri ancora. L'obiettivo è quello di introdurre un modo più articolato di fare valutazioni sugli eventi politici in corso, perché tramite la rete è possibile mettere in comune dati ma anche elaborazioni di questi dati o elucubrazioni, che sono il vero valore aggiunto di una comunità che vuole crescere e confrontarsi per il bene comune. 

È chiaro che queste note semiserie sono rivolte a chi ha qualche dubbio e vuole trovare dei riferimenti per tentare di capire e districarsi un po' nella miriade di informazioni contraddittorie e  spesso menzognere che l'informazione politica ci propone. Spero sia un primo passo per chi si sente confuso/a, niente di più.

  

Il gioco delle parti

Non ho nessuna intenzione di tediarvi oltre misura. Lo schema blando che ho ricavato è il seguente e rappresenta 16 possibili tipologie di elettore secondo l'ideologia, preferenza, persuasione, educazione ... La tabella si legge incrociando le coordinate Y a sinistra (da liberisti padronali a liberali radicali) e quelle in basso (da laicisti socialisti a statalisti), le X.

Griglia 4x4=16 posizioni ideologiche    


Le definizioni sono grossolane e imprecise, al solo scopo di indicare delle zone di discriminazione parziali che hanno senso solo in quanto sono in relazione tra loro, ossia in quanto riescono ad amplificare le differenze nel mettere in relazione oggetti percepiti in modo differente fra loro.

Lo schema ha senso in quanto rappresenta il palcoscenico dove si esibiscono le forze politiche per giustificare il successo elettorale e quindi il potere sul sistema socio-economico italiano. Le forze si accorderanno comunque, non è questo il problema, è già tutto deciso (altrove), si tratta di convincere a parole la popolazione tutta che ciò che verrà realizzato anche se non vero è almeno necessario. Come in una partita di calcio truccata, qualcuno vince e qualcuno perde, ma non sono le squadre in campo.

Disponendo i vari partiti ci accorgiamo subito che c'è una tendenza ad occupare tutto il palcoscenico senza sovrapporsi, o meglio facendo di tutto per non sovrapporsi. Le differenze vengono amplificate sempre per rendersi riconoscibili e non confondersi con gli altri protagonisti.


Relazioni tra gruppi politici (rappresentati dal loro simbolo elettorale) e zone di consenso   


Si nota subito la linea di demarcazione tra quella che chiamiamo coalizione di destra (in alto) e quella di sinistra (in basso), per come è stato costruito lo schema. Ribadisco che le collocazioni rappresentano, o meglio, intendono rappresentare le componenti maggioritarie di ogni gruppo politico esaminato e non la complessità espressa dalle molteplici componenti collaboranti. Diciamo che, in base alle dichiarazioni pubbliche dei leader e dei portavoce, e dalla loro omogeneità/disomogeneità, deduciamo una certa posizione maggioritaria (anche se siamo consapevoli che nella realtà le cose vanno in modo completamente diverso).

Vogliamo sottolineare la posizione tradizionale dell'UDC, partito cattolico conservatore con vocazione imprenditoriale e di governo, con ruolo di mediazione e di mantenimento della posizione 'in statu quo ante'. La posizione del PD saldamente centrale che rappresenta il vero centro politico elettorale del Paese, in quanto somma in sé la tradizione cristiano sociale e quella progressista moderata, vuole conquistare nuovi spazi nei territori dei liberali e dei cattolici liberali di governo che rappresentano i primi strati conservatori adiacenti alle posizioni progressiste. Ma la coperta è sempre la stessa e tirandola verso posizioni di centro-destra scopre i piedi della sinistra progressista. Da questo deriva lo spazio creato su misura per la lista Rivoluzione Civile, che drena lo scontento per l'Italia Dei Valori e recupera i voti persi da quest'ultima, collocandosi in una zona più chiaramente progressista e perdendo una parte centrista cattolica che si ricolloca nella zona repubblicana e di governo (Centro Democratico). Più difficile da collocare è il Movimento 5 Stelle che in base ad alcune affermazioni recenti, di apertura a destra, del suo leader mi sento di collocare nel centro-destra repubblicano, più che per la presunta dialettica populista, per alcune affermazioni estremamente responsabili, di indipendenza e di appoggio esterno alle idee buone espresse da chiunque governi (di matrice tipicamente conservatrice e repubblicana), oltre alla vicinanza manifestata al leader di IDV nel momento di difficoltà, offrendogli asilo. Resta la lista Fare per Fermare il Declino, che per alcune affermazioni e trascorsi del suo fondatore fa pensare ad una posizione di destra, conservatrice responsabile ma d'élite (questo almeno è il ruolo che si sono dati per iniziare la raccolta fondi). La Lega Nord ha una posizione prevalente di destra liberale imprenditoriale, ma come vedremo i suoi leader si sono spesso scollati e hanno espresso pubblicamente posizioni liberal-socialiste di governo.

Infine, le posizioni di leader e portavoce.

Relazioni tra leader e portavoce di gruppi politici nelle loro zone di espressione e di consenso   

Rivoluzione Civile apre la porta al PD e poi la chiude, muovendosi lungo la verticale dal centro alla periferia, con dinamica lineare. Il PD stabilmente ancorato al centro, vuole il voto cosiddetto moderato, e si scopre a sinistra. Come anticipato, tutti ambiscono al ruolo del cattivo, quello che aumenta le tasse, riduce le spese e fa ricchi i più ricchi. A questo punto è chiaro un copione su commissione: non vorranno davvero licenziare gli italiani?

La Lega Nord registra uno scollamento nella sua leadership perché vuole improvvisare e non le piace il copione, ma rinnova le alleanze dimostrando una bassa propensione al cambiamento ed un elevato pragmatismo politico. Il Movimento M5S, vera novità del panorama politico italiano, si dichiara ecumenico ma non antifascista. Non credo proprio che sia neo-fascista, ma sicuramente ha capito che contro un profondo attaccamento alle posizioni di potere bisogna attuare delle strategie di accerchiamento, col cattolicesimo nel cuore: vicino al PD ma da destra.

Potremo continuare ancora nello sciorinare elucubrazioni più o meno false, più o meno verosimili, ma dopo tutto questo sragionare mi viene in mente un breve brano tratto da "Attraverso lo specchio" di Lewis Carroll

«Quando uso una parola», Humpty Dumpty disse in tono piuttosto sdegnato, «essa significa esattamente quello che voglio – né di più né di meno.»
«La domanda è», rispose Alice, «se si può fare in modo che le parole abbiano tanti significati diversi.»
«La domanda è,» replicò Humpty Dumpty, «chi è che comanda – tutto qui.»

Tutto qui. 

Spero di avervi fatto passare un buon quarto d'ora.

Scarica il palcoscenico 4x4, le foto di leader e portavoce, i simboli dei partiti delle politiche 2013   


       

    

    

 

 

Posizioni reciproche dei partiti rispetto a 25 temi fondamentali della campagna elettorale

 

Un sondaggio è: «[...] una profezia che si autoavvera [...]» (Merton, 1971), o «[...] una profezia che si autodetermina [...]» (Watzlawick, 1971).      

Il sondaggio è un modo per convincere gli elettori a priori, che il risultato a posteriori, sarà giusto e necessario. Raccontare una falsità ripetutamente la farà diventare vera!

 

 

I risultati delle elezioni del 24 e 25 febbraio 2013

 

Articoli più letti - Razionaità operante


Siti e risorse Web  

  1. OpenPolis (servizi per la trasparenza politica)  
  2. Voi siete qui (posizionamento elettorale on-line a cura di OpenPolis)  
  3. Sondaggi politico elettorali (Presidenza el Consiglio dei Ministri)  
  4. Social Media Monitoring (software on-line per monitorare i social network)   
  5. Manuale di "Marketing politico"  
  6. Il marketing politico ed elettorale (Franco Angeli, III edizione 2010)  
  7. Fact Checking, per un'informazione affidabile e indipendente   

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