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Il teatrino della politica e il gioco delle parti

«Se_vogliamo_che_tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi. Mi sono spiegato?». Giuseppe Tomasi di Lampedusa (Il gattopardo, Feltrinelli 1959)



Come apparenza e realtà si mescolano nella costruzione degli scenari politici e delle alleanze possibili dopo le elezioni, per accontentare tutti senza cambiare niente.

  

Da profano della politica e degli intrighi di potere, da sempre interessato ai metodi e alle strategie, più o meno invisibili, di depistaggio e di occultamento dell'informazione reale degli interessi materiali e delle ideologie, mi muovo maldestro, nel tentativo di capire l'incomprensibile schema che guida i grandi manovratori, registi e sceneggiatori della politica parlata, del teatrino politico italiano, a volte cabaret a volte pantomima ma sempre più spesso, più che commedia, teatro tragico.

Molti gli eventi rilevanti e sorprendenti che si sono susseguiti in quest'ultimo anno. L'ascesa di un altro professore, dopo Romano Prodi, Mario Monti. Questa volta, anche se non eletto, almeno senatore a vita: lo schema migliora per assorbire le eventuali obiezioni. La posizione del sen. Monti, dopo tanti tentennamenti e titubanze, esce allo scoperto, com'era facile prevedere, e si colloca in una posizione che sembra sovrapporsi con la politica centrista, ma di fatto conservatrice di destra, tanto cara agli ex-democristiani: tra l'opportunismo economico (della grande industria) e il conservatorismo cattolico reazionario, spesso omofobo, ma pur sempre di governo, unico punto fermo nella politica centrista: si può indulgere su valori e famiglia ma su economia e governo (leggi potere, occupazioni di posizioni chiave) non si transige. Mario Monti sale in campo come una piastra da curling di puro granito levigato, affiancata da tanti spazzolatori del suo percorso pieno di insidie che lo dovrà portare alla presidenza del consiglio e poi, si dice ... pare, alla presidenza della Repubblica. Scelta Civica è il nome della lista (le liste complete le trovi qui, ed in particolare in Sardegna 1 e 2). Attorno a sé gli alleati conservatori di sempre e i vecchi-nuovi, ringiovaniti nell'aspetto e più conservatori che mai (ma si fanno chiamare riformisti anziché restauratori: la guerra la chiamano pace, il male bene), pronti a sostenere politiche di lacrime e sangue (degli altri) che non costano niente a chi governa, perché attuate attraverso strategie vecchie ma sempre funzionanti e riusabili: tanto il "popolo bue" non si accorgerà di nulla.


 

Lo schema è "vecchio come Abacuc", di qua il cattivo bunghista, di là gli pseudo-sinistri blateranti, che con le loro chiacchiere disturbano i pensieri di alta economia (per il bene del Paese) e che dovrebbero essere zittiti, ma zittiti è un termine troppo reazionario (qualche maleducato usa ancora il termine fascista), ma sarebbe meglio dire silenziati: come quelle pistole usate, per crimini efferati quanto anonimi, dalla malavita, silenziate per evitare che si senta il botto, per evitare che qualcuno si faccia troppe domande ... pensieri e parole sono troppo rumorosi e potrebbero disturbare chi pensa al bene del nostro Paese. Per evitare a chi deve vestire i panni dell'opposizione di addormentarsi, s'inscenano battaglie furibonde (ma anche meno) per la leadership di ciò che dovrebbe essere l'alternativa al conservatorismo: sarà mai il progressismo?

Questi -ismi sono troppo fastidiosi e spesso annoiano a morte chi deve sostenere questo ruolo nel gioco delle parti. In realtà tutti i commedianti vorrebbero fare la parte del conservatore (il cattivo), magari individualista e accumulatore, fors'anche imprenditore ma che appaia a molti come liberale quanto basta per essere chiamato a governare anche con l'aiuto di chi si professava social...a, democratico s'intende!

Sondaggio Mannheimer: verso il voto (Copyright Corriere della sera)


Nonostante tutto, l'opposizione si muove come chi si è accordata per perdere, senza saperlo ... sennò che regia occulta sarebbe?

L'Italia Degli ex-Valori perde voti come fossero follower su Twitter (ma sarà vero? sapete che Twitter ha degli amministratori umani, vero?) ma la lista di Rivoluzione Civile (un ossimoro?) fa il pieno (almeno nei sondaggi) e travasa il consenso, come in un gioco di vasi comunicanti ... ingegneria idraulico-politica d'alto livello? Non hai ancora nessun dubbio? Eppure gli schemi sono pochi e si ripetono con elevata frequenza, come meccanismi, tanto sofisticati da essere semplici, nella sostanza, e stabili nel funzionamento. Si sente il profumo frizzante del partito unico, dell'architettura brillante, funzionale e compatta. Niente nemici ... tutti amici anzi, più che amici, come fratelli. Tanto che la destra accorre in soccorso dei radicali per superare, mano nella mano il quorum. Questa non è fantapolitica, ma solo la realizzazione di un vero dominio monolitico della partitocrazia (direbbe l'on. Pannella): come non comprendere la grave perdita (per non parlare dei rimborsi elettorali e dei finanziamenti ai giornali di partito) di svariate decine di migliaia di euro al mese? Una perdita di civiltà per il Paese. Come se non fosse possibile fare politica al di fuori dei partiti. Con le proprie scelte quotidiane martoriate e vilipese, con il proprio stile di vita o nel volontariato e nelle associazioni ONLUS, senza fine di lucro! 

Nel piano, che mi pare intravedere, di omologazione alla politica statunitense, la parola socialismo (senza scomodare i malandrini degli anni '80 e '90) è una vera parolaccia, anche se seguita dall'aggettivo democratico. Nei fatti il termine è stato già abbandonato, si parla si sinistra (da parte dei cattolici) o di progressisti (da parte degli ex-socialisti ed ex-comunisti). Da quando abbiamo perso la guerra e accettato i prestiti per la ricostruzione, abbiamo perso anche l'autonomia culturale e senza accorgercene stiamo per diventare una terra da fast-food (visti i continui spot pubblicitari che garantiscono gli unici posti di lavoro in crescita, e ci tranquillizza sul fatto che anche i laureati avranno l'opportunità gratificante di preparare qualche delizioso hamburger), terra nuova del bipolarismo, della sanità a pagamento e non per tutti, della scuola a pagamento e per pochi, dell'individualismo consumista stupido e reazionario.

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