Articoli

Breve introduzione all'innovazione e ai suoi strumenti - Innovazione

 

L'utilità sociale dell'attività innovativa

Può l’innovazione influenzare il livello sociale corrente in modo da produrre degli effetti di ottimalità espressi “in qualche senso”? Oppure, in altri termini, può l’agire innovativo, promosso, tutelato e regolato, produrre una cultura dell’innovazione in grado di essere essa stessa, come bagaglio di conoscenze acquisite condivise, “alimento” del processo di miglioramento socio-economico di una intera comunità? Può un processo di questo tipo influire potentemente sul mutamento del senso comune che tutti attendono da oltre due secoli, che consiste nel colmare l’enorme gap conoscitivo che si è creato tra il “senso comune” e i luoghi del sapere istituzionalizzato e non? Non è forse questa la chiave per uno sviluppo consapevole, nel quale l’innovazione svolge l’importante ruolo di guida sul fronte d’onda dell’acquisizione di nuovi saperi/tecniche/esperienze e le necessità crescenti dei popoli? 

La soggettività con la quale possono essere creati i criteri di ottimalità non ci conforta né ci fa essere ottimisti rispetto ai tempi di soluzione di queste problematiche nella direzione che abbiamo indicato. Se, come spesso accade, fissassimo tali criteri nell’ottica del mercato individuando l’ottimo sociale come il “massimo surplus dei consumatori” sappiamo che questo avrebbe effetti benefici in un mercato perfettamente concorrenziale. In questo caso ideale sarebbe necessario che le imprese fossero in grado di esprimere un tasso di attività innovativa elevato tale da introdurre tutte le possibili innovazioni che lo stato delle conoscenze tecnologiche effettive o potenziali possono produrre. Ma questo è un caso ideale lontano dalla realtà. E se l’ottica del mercato non è sufficiente, allora qual è il costo che si dovrebbe pagare per iniziare a pensare ad una prospettiva a lungo termine basata su criteri di ottimalità socio-economica da innovazione? In che modo l’intervento dello Stato che favorisce l’innovazione si vedrebbe remunerato, in termini socio-economici misurabili, un suo impegno a lungo termine?

Le strategie a lungo termine hanno bisogno di attente analisi costi benefici, tanto attente da limitare al minimo le possibilità d’intrapresa di percorsi rischiosi o al peggio fallimentari in un mercato globalizzata in cui una massa di competitori senza regole impone i suoi disvalori accentuando sempre più le possibili cause di regresso.


 

Aggiungi commento

Puoi commentare liberamente anche in forma anonima.

Codice di sicurezza
Aggiorna