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Cinema: finzione e realtà - Controllo mentale


In "Va' e uccidi, 1962" Raymond Shaw (Laurence Harvey) è un sergente meritevole di medaglia al valore, turbato per un incubo ricorrente scopre di essere stato sottoposto a lavaggio del cervello (brainwashing) dai comunisti in Corea e trasformato in un killer. Il maggiore Bennet Marco (Franck Sinatra) sospetta che sia un traditore, ma la realtà supera le sue congetture iniziali e il sergente Shaw è coinvolto in un attentato al Presidente degli Stati Uniti. All'uscita ebbe scarso successo ma fu riproposto più tardi, dopo i sanguinosi fatti che coinvolsero la famiglia Kennedy ed in particolare dopo l'assassinio di J. F. Kennedy. Venne ridistribuito nel 1987 riscuotendo un discreto successo legato al magnifico cast e alla sceneggiatura (tratta dal best seller di Richard Condon "The Manchurian Candidate, 1959").

È interessante notare come le tematiche affrontate nel film vengano attualmente supportate da una vasta letteratura (tra l'altro in alcune scene vengono citati alcuni testi specialistici sull'argomento per avvalorarne le tesi all'epoca ritenute di fantasia) e addirittura da apparati brevettati per trasmettere messaggi subliminali (immagini) e tramite un misto di farmaci e ipnosi determinare il controllo mentale a distanza ossia l'induzione di immagini mentali guidate da ipnosi, nei soggetti esposti, durante il sonno.
L'attualità di questo tema ha permesso il remake del film da parte di Jonathan Demme ("The Manchurian Candidate, 2004") tratto all'omonimo romanzo. In questo caso il capitano Ben Marco (Denzel Washington) è il reduce della Guerra del Golfo del 1991 che scopre l'intreccio che si nasconde dietro il sergente Shaw (candidato alla Presidenza degli Stati Uniti), figlio di una potente senatrice (Maryl Streep) legata alla multinazionale Manchurian Global. Di romanzesco c'è sempre meno, la realtà a volte supera la più fervida fantasia degli autori letterari e degli sceneggiatori. Il film si concentra molto sulla psicologia dei personaggi, sulla capacità di reazione a situazioni di grave rischio oltre che al cinismo politico moderno per il quale il "fine giustifica i mezzi" e non ha rispetto di niente, né dello Stato, né dell'amore filiale e neppure della vita. 

Una sceneggiatura di grande pregio vede protagonista Jacob Singer (Tim Robbins), laureato in filosofia, lavora come postino a New York; nel sonno è tormentato da oscuri incubi legati alla guerra che combatté nel Vietnam e dove fu ferito nel 1971. Cercando una spiegazione plausibile al suo male alla fine scopre che altri reduci del suo reparto soffrono degli stessi disturbi del sonno e come lui ne cercano le ragioni. Il film è basato su un fatto vero (smentito dal Pentagono) ed è stato sceneggiato da Bruce Joel Rubin e diretto dal regista inglese Adrian Lyne. Il regista, dopo i suoi grandi successi di cassetta ("9 settimane e ½" e "Flash dance") affronta un tema delicato e controverso che ha alimentato svariati dibattiti nei quali sono emersi sconcertanti testimonianze legate all'uso di droghe tra i soldati in campo di battaglia nella guerra del Vietnam. Il titolo originale "Jacob's Ladder, 1990" ossia "La scala di Giacobbe" che secondo l'iconografia biblica rappresenta la Morte ovvero l'allontanamento dalla vita (rappresentato come un'ascesa al cielo) tramite una scala a pioli (ladder) è stato modificato, nella versione italiana, in "Allucinazione perversa" sviando il pubblico dal significato politico del film (espressamente antimilitarista) e concentrando l'attenzione su una scena secondaria rispetto al contesto e la complessità della sceneggiatura, oltre che ambigua, caratterizzata da una presenza demoniaca nell'allucinazione notturna del protagonista. [Ho evitato volutamente e accuratamente di fornire dettagli significativi che vi farebbero perdere il piacere della scoperta del finale del film, se deciderete di vederlo.] 

Un'altra originalissima sceneggiatura vede il protagonista Leonard vittima di un disturbo causata da un trauma che non gli permette di ricordare quello che ha fatto, detto o visto negli ultimi dieci minuti. Ma non si arrende e vuole scoprire chi ha violentato e ucciso sua moglie. Per ricordare utilizza un metodo empirico che consiste nel tatuare sul suo corpo i fatti cruciali della sua vicenda. Cerca vendetta, ma il suo disturbo si prende gioco di lui e lo svia dalla soluzione del caso. Il film ("Memento, 2000" di Christopher Nolan) è la narrazione a ritroso dei fatti, ad iniziare dalla fine: un'estenuante indietreggiare di tre passi ed avanzare di uno che sconvolge lo spettatore medio facendogli perdere il filo e costringendolo ad implementare delle strategie per ricordare i fatti che ora sembrano chiari, ora si contraddicono. Lo spettatore sperimente la malattia di Leonard sulla sua pelle e spesso resta confuso, come chi ha subito un lavaggio del cervello e un impianto di nuovi ricordi, più volte durante il film. 

Internato in un manicomio di Stato per controlli sul suo stato di salute mentale, il teppista Roundle P. McMurphy (Jack Nicholson) contagia i pazienti del reparto infondendo in loro il suo caratteristico senso di ribellione e di libertà. Il personale del manicomio ed in particolare l'infermiera responsabile del reparto (Louise Flecher) renderanno la vita di McMurphy un inferno. Il film di Milos Forman "Qualcuno volò sul nido del cuculo, 1975" premiato con 5 Oscar (film, regia, sceneggiatura, attore e attrice protagonista), riesce a trattare con delicatezza e sensibilità argomenti e drammi delle nostre società di difficile rappresentazione. L'esclusione dei diversi, la fabbrica dei matti: gli oppositori, i non integrati, coloro che hanno la sensibilità per riconoscere ma l'incapacità di spiegare le storture e i sottili meccanismi di esercizio del potere.

 

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