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Benessere e aspirazione alla felicità - Oltre il PIL

Il PIL non rileva la quantità e la qualità dell'istruzione, il livello di corruzione e criminalità, il rispetto dell'ambiente, inoltre non tiene conto del livello di povertà, della sicurezza economica, dello stato di salute, del livello di mortalità e di altri parametri sociali che sono invece fondamentali per la valutazione del benessere e della felicità di una popolazione.

Il PIL non registra i costi derivanti dalle attività produttive dannose, in altri termini, non tiene conto delle cosiddette “esternalità negative” rilevabili quando l’attività di produzione di un’impresa riduce il benessere di altri soggetti (per esempio l’inquinamento di un fiume da parte di una fabbrica) oppure quando i beni prodotti sono beni di distruzione di altri beni (armamenti): attualmente l’industria bellica incrementa il PIL di un paese produttore.

Inoltre il PIL non riflette tutto ciò che viene prodotto, come le  attività illegali (economie  sommerse e evasione fiscale), informali o le attività legali ma occultate. Attualmente nuovi sistemi di contabilità europea e internazionale spingono i  paesi a contabilizzare nel PIL anche l’economia non osservata.

Infine il PIL ignora i diritti umani e le libertà dei popoli, non considera il tempo risparmiato e il tempo libero come dei vantaggi,  non considera la distribuzione della ricchezza, non differenzia i servizi pubblici di utilità sociale da un qualunque altro prodotto, ignora i lavori domestici e i servizi di volontariato e quanto rende socialmente più ricca una società e la vita degna di essere vissuta.

Il prodotto interno lordo è stato definito nel modo seguente:


PIL = Consumi + Spesa dello Stato + Investimenti + (Esportazioni – Importazioni)

 

Consumi → il valore totale dei beni e servizi prodotti in un Paese da parte di operatori economici residenti e non residenti nel corso di un anno, e destinati al consumo dell'acquirente finale.

Spesa dello Stato → investimenti pubblici

Investimenti  → investimenti privati

Esportazioni - Importazioni → esportazioni nette (esportazioni totali meno importazioni totali). Non viene quindi conteggiata la produzione destinata ai consumi intermedi di beni e servizi consumati e trasformati nel processo produttivo per ottenere nuovi beni e servizi.

 

A partire dagli anni novanta sono stati proposti i primi indici di benessere alternativi al PIL, dagli anni 2000 il numero di questi indici si è ampliato di un’ordine di grandezza (attualmente sono circa una trentina gli indici presi in seria considerazione dagli economisti), questo grazie alla pressione dell’opinione pubblica (spesso attraverso organizzazioni non governative) su temi ambientali e sociali.

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