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Tra ragione e passione

«L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.» (Italo Calvino, Le città invisibili, 1972)

«Volendo seriamente ricercare la verità delle cose, non si deve scegliere una scienza particolare, infatti esse sono tutte connesse tra loro e dipendenti l'una dall'altra. [...] Si deve piuttosto pensare soltanto ad aumentare il lume naturale della ragione, non per risolvere questa o quella difficoltà scolastica, ma perché in ogni circostanza della vita l'intelletto indichi alla volontà ciò che si debba scegliere; e ben presto ci si meraviglierà di aver fatto progressi di gran lunga maggiori di coloro che si interessano alle cose particolari e di aver ottenuto non soltanto le stesse cose da altri desiderate, ma anche più profonde di quanto essi stessi possano attendersi.» (René Descartes, Discorso sul metodo, 1637)


Tra ragione e passione: consigli per la costruzione di una consapevolezza condivisa

Un giovane, nato verosimilmente tra gli anni ’80 e ’90, è spesso fragile e disorientato, nella migliore delle ipotesi con poca fiducia nel futuro e paura di fare errori che potrebbero peggiorare la sua precaria condizione, nella peggiore delle ipotesi completamente inconsapevole di quale potrà essere il suo futuro.

 

È inutile fare finta di niente, questo disastro culturale e sociale è cresciuto in mezzo al benessere diffuso, al consumismo sfrenato, alla perdita di consapevolezza collettiva e alla perdita di valori. Se un risultato così grave si è potuto e voluto realizzare in cinquanta anni, siamo certi che ci vorrà molto tempo anche per porvi rimedio in modo duraturo, o in alternativa sarà necessario prodigarsi in uno sforzo consistente e deciso per un tempo minore.

In queste brevi note voglio proporre un ragionamento orientato alla creazione di un base sulla quale costruire qualcosa di duraturo per la nostra comunità a partire dai giovani e dalla condivisione di un metodo per acquisire una 'formazione culturale extrascolastica' solida e orientata al miglioramento della vita reale, alla definizione di obiettivi per la nostra comunità e alla soluzione dei problemi che ci preoccupano.

La globalizzazione ci ha fatto capire che chi ha il controllo sulla generazione della moneta (banche centrali degli stati nazionali) vuole avere anche il controllo delle risorse, dei territori (acquisizione delle terre e delle risorse idriche) e infine sulle persone che li abitano. Ma ci ha fatto anche capire che tutto questo (globalizzazione e sui derivati) è solo un trucco per impadronirsi dei beni e del lavoro di uomini e donne per renderli schiavi di chi controlla il ciclo monetario e di chi detiene i mezzi di produzione: è una vera e propria guerra, la chiamano “guerra economica”. È la vecchia struttura di potere preindustriale che getta la maschera e vuole restaurare il controllo totalitario resuscitando la sua antica volontà di potere sulle cose, sui territori e sugli uomini.

La cultura a questo serve, a creare consapevolezza e rompere l'incantesimo creato dai detentori del potere economico e mediatico per creare nuovi concetti e nuove prospettive di sviluppo democratico, di partecipazione e cooperazione diffusa.

Spesso si è costretti, dalla propria storia personale e familiare, a rispondere ai perché sul mondo in solitudine, con grande sforzo e dolore. I genitori si sforzano di dare tutto ciò che è necessario per crescere e studiare fornendo almeno gli strumenti materiali, il resto dipende dalla volontà e dallo sforzo, dall'energia, dall'entusiasmo e dalla passione che ognuno riuscirà a mettere in quello che fa per se e per gli altri.

Adesso i libri non bastano più, contro il potere e il monopolio culturale devastante della televisione e dei nuovi media è necessario costruire un armamentario integrato e sofisticato: è vitale cooperare, condividere le informazioni e avere cognizione profonda dei problemi. Non è impossibile, ci vuole tempo, ma sapendo filtrare le informazioni determinanti dalla spazzatura si può riuscire a creare un armamentario efficace per la comprensione del mondo in cui viviamo.

Continuo in modo un po' maldestro, sulla scia della mia provocazione, a suggerire ad un/una giovane immaginario/a ma a molti reali una lista di poche, pochissime cose da fare per tentare di maturare la consapevolezza. Con molta modestia e nessuna pretesa di essere esaustivo né esauriente ma, questa volta, non voglio proprio tirarmi indietro tacendo.

La lista non è definitiva e ha la pretesa di diventare una lista quanto più condivisa e dinamica (che cambia nel tempo) per adeguarsi alle esigenze, alle intuizioni e alla consapevolezza maturata dai più.

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Se hai a cuore questo tema ti invito a dare il tuo suggerimento, articolato e argomentato come credi e come sei capace. Non avere timore di esprimere qualcosa che può essere criticato o non largamente condiviso, ogni commento può aiutarci a capire di cosa abbiamo bisogno e forse qualcuno farà propri questi suggerimenti per realizzare una comunità più forte, unita e consapevole.

Molti consigli potranno sembrarti banali ma in realtà sono largamente trascurati e non applicati, altri sono consolidati, il prodotto di secoli di pensiero umano, e possono risultare acquisiti ma in realtà questo è lontano dall’essere vero. Il “senso comune” è indietro rispetto alle secolari acquisizioni della filosofia e della scienza, ed è necessario uno sforzo per riposizionare il bagaglio collettivo di conoscenza con quello del fronte d’onda degli esperti, per poter essere più efficaci nell’individuazione di distorsioni, nella critica delle storture del sistema e nella valutazione degli errori di chi lo guida.

Nelle righe che seguono non ci sono consigli soggettivi ma solo generali, metodologici, applicabili e comprensibili facilmente ma che devono essere acquisiti con disciplina e sforzo e ai quali ognuno può dare il valore e lo spazio che crede utile. Molti di questi consigli sono comunemente ritenuti validi ma raramente applicati e frequentemente trascurati.
Io li ho solo raccolti in una lista, niente di più.

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