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Comunità futura 2.0 reloaded - Futuro

Iniziamo ad immaginare un futuro migliore.

Immaginare è gratuito ma molti lo ritengono, a ragione, estremamente pericoloso perché destabilizza la rigidità delle lobby politiche che non conoscono in vero significato dell'innovazione e del progresso e non hanno ancora colto lo spirito dei tempi (zeitgeist) in rapido ed inesorabile cambiamento.

Immaginiamo, in queste ultime poche righe, la nostra comunità di centomila abitanti, costituita ad esempio da un'unione di comuni che decide di mettere in atto un progetto di cinque anni per realizzare un sistema centralizzato e integrato per lo smaltimento e recupero (riutilizzo e vendita) dei rifiuti prodotti nel territorio e, perché no, acquisiti dall'esterno (attribuendo dei costi di smaltimento ai terzi interessati a conferire i loro rifiuti in discarica). Immaginiamo una pubblica amministrazione illuminata, in grado di creare una o più società in house, per la gestione e il monitoraggio, e una o più società esterne in grado di svolgere con massima efficienza tutte le fasi del recupero. I costi per l'amministrazione dovrebbero corrispondere a quelli del normale smaltimento e potrebbe partecipare agli utili del recupero/vendita dei materiali e vedere, nell'ipotesi migliore, la nascita, nei suoi territori, di industrie di trasformazione e commercializzazione di quei materiali. Immaginiamo facilmente un aumento dei posti di lavoro, perpetui (finché si produrranno rifiuti) nel riciclaggio e nell'indotto (aziende per la trasformazione e commercializzazione dei materiali: si pensi al compost generato dai rifiuti organici e utilizzato come fertilizzante naturale ad elevata efficienza e senza additivi chimici).

Immaginiamo che l'unione di comuni individui una o più aree per installare turbine eoliche (in terra e/o in mare) e un grosso impianto solare (a specchi, a torre solare, fotovoltaico) per garantire il proprio fabbisogno e vendere l'energia in eccesso. Il risultato possiamo facilmente immaginarlo, l'abbassamento del costo dell'energia per le famiglie, il drastico abbassamento dei costi di produzione per le zone artigianali o industriali del circondario, aumento dei posti di lavoro perpetuo (finché ci sarà bisogno di energia) legato alla manutenzione e al monitoraggio delle centrali e degli impianti 24hx365gg all'anno.

Non abbiamo immaginato nessun cambiamento culturale in questa popolazione ma due principali discriminanti, il vantaggio economico e ambientale per la comunità. Non una mera logica di sfruttamento che non tiene conto delle generazioni future!

Eppure, piani integrati di questo tipo sono raramente attuati, nonostante ciò che ho scritto sin qui non sia niente di speciale e molti siano a conoscenza di tutte queste possibilità. La volontà politica la fa da padrona. Chi amministra è spesso legato a doppio filo (in maniera più o meno consapevole) da interessi 'non evidenti' con i monopolisti dell'energia, con chi si arricchisce alle spalle delle comunità e contro il bene comune. Chi degrada l'ambiente o monopolizza le sue risorse come l'acqua e l'energia, impedisce di fatto lo sviluppo economico di intere comunità e il futuro sostenibile delle generazioni future.

Oltre all'immaginazione, che è l'unica libertà che possiamo ancora concederci, c'è la consapevolezza. Il processo di consapevolezza è meno gioioso di quello immaginativo, ci fa soffrire perché impossibilitati ad agire per un cambiamento reale della gestione della vita delle comunità.

La consapevolezza va coltivata con attenzione e costanza, con l'informazione e l'interesse sincero per il bene dell'intera comunità, senza rassegnazione e senza la pretesa di cambiare il mondo ma con la pretesa di cambiare noi stessi, mutare la convinzione diffusa che l'egoismo e la furbizia di usurpatori e malandrini sia l'unica via per gestire ed usufruire in maniera pacifica delle risorse la cui reale disponibilità è un diritto dell'intera comunità.




Pubblicazioni varie

  1. Impianti eolici
  2. Impianti solari
  3. Fotovoltaico
  4. Biocombustibili
  5. Biomassa

 

Rinnovabili in Sardegna

  1. Impianti solari termodinamici per i comuni della Sardegna   
  2. Valutazioni per l'impianto da 100 MW termici e 30MW di accumulo nel sassarese    
  3. Impianto solare termodinamico di Ottana (gestito dall'Ente Acque della Sardegna)   

 

Film ambientati nelle miniere di carbone

  1. Harry L. Fraser - Fury Below - USA 1937
  2. John Ford - Come era verde la mia valle - USA 1941
  3. Michael Cacoyannis - Zorba the Greek - UK Grecia 1964
  4. John Sayles - Matewan - USA 1987
  5. Claude Berri - Germinal - Belgio Francia Italia 1993
  6. Mark Herman - Grazie, signora Thatcher (Brassed Off) - USA 1996
  7. Niki Caro - North Country - USA 2005

 

Film sul petrolio

  1. Henri-Georges Clouzot - Vite vendute (Le salaire de la peur) - Francia Italia 1953
  2. George Stevens - Il gigante (Giant) - USA 1956
  3. Francesco Rosi - Il caso Mattei - Italia 1972
  4. Paul Thomas Anderson - Il petroliere (There Will Be Blood) - USA 2007


Film sul nucleare

  1. Bridges James - Sindrome cinese - USA 1979
  2. Nichols Mike - Silkwood - USA 1983
  3. Andrew Davis - Reazione a catena (Chain Reaction) - USA 1996

 

Documentari su ambiente e energia

  1. Yann Arthus-Bertrand - La Terra vista dal cielo - Francia 1999
  2. Alex Gibney - Enron: The Smartest Guys in the Room - USA 2003
  3. Davis Guggenheim - Una scomoda verità (An Inconvenient) - USA 2006
  4. Beppe Grillo - Interviste con il futuro - Italia 2006
  5. Peter Joseph - Zeigeist: Addendum - USA 2008
  6. Yann Arthus-Bertrand - Home - Francia 2009
 

Articoli più letti - Azioni possibili

 


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