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Il valore politico del progresso e dell'innovazione locale

L'evoluzione economica degli ultimi trent'anni, la globalizzazione, la competizione per l'acquisizione di materie prime e la crescente domanda di beni proveniente dai paesi dalle economie emergenti, ha evidenziato la scarsità delle risorse (principalmente acqua, metalli, combustibili e cibo), ossia la loro limitatezza e incapacità di soddisfare la domanda globale a lungo termine. Ciò rafforza la convinzione che, in un futuro prossimo, le risorse planetarie dovrebbero essere gestite in modi innovativi ed efficienti al fine di ridurre gli effetti dissipativi prodotti sino ad ora da un'industrializzazione che, a passi forzati, si è concentrata sulla crescita a tutti i costi piuttosto che sull'efficienza dei processi economici e ambientali.

La globalizzazione ha permesso da un lato la diffusione delle merci in modo sempre più differenziato e selettivo, permettendo di distribuire le produzioni agricole ed industriali in un numero sempre crescente di mercati, a prezzi decrescenti con la domanda ma a costi ambientali e sociali sempre maggiori, comparabili con quelli del secolo scorso in qualità ma con un pesante incremento quantitativo (vista la crescita delle economie industriali in Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa e Asia).

È ora chiaro a tutti che questo sviluppo e questa crescita economica non sono più compatibili con un sistema chiuso, con risorse limitate e una popolazione sempre crescente.

Tentare di immaginare scenari di sviluppo nel contesto economico e sociale attuale è una sfida che abbiamo l'obbligo di affrontare, perché investe ognuno dell'onere e del dovere di preservare le risorse ambientali e le conquiste sociali acquisite per le generazioni future.

È questa la vera tradizione di un popolo che deve essere preservata a tutti i costi, con grande sforzo e sacrificio: la possibilità concreta di un'evoluzione pacifica, libera e tra eguali dei territori e delle popolazioni che le abitano.

Le conoscenze scientifiche e l'innovazione tecnologica hanno permesso di mettere a punto processi di produzione e di controllo tanto sofisticati da rendere marginale l'impiego di energia meccanica umana a favore dell'utilizzo di macchine a controllo numerico ora anche remoto. Tutto questo ha prodotto, come effetto collaterale, la grande perdita di occupazione in tutti i settori, a partire dall'agricoltura e dall'industria manifatturiera per finire nei settori della salute, dell'istruzione e della conoscenza. L'impiego futuro delle tecnologie sarà sempre più semplice e pervasivo e investirà in modo omogeneo tutti i settori dello sviluppo umano. Sta a noi cercare delle soluzioni per permettere ad una quantità sempre crescente di uomini e donne di trovare una propria collocazione all'interno di un sistema di sviluppo che sia in grado di realizzare un'equa disponibilità di risorse materiali e psicologiche che permetta una vita confortevole, equilibrata e pacifica a tutti, salvaguardando l'infanzia e la vecchiaia, proteggendo gli elementi deboli e fragili del sistema e consentendo a tutti una gratificazione intellettuale ed affettiva dignitosa.

Proiettare la nostra visione del mondo nel prossimo decennio o ventennio e un'operazione che non può e non deve trascurare tutto ciò che l'evoluzione scientifica ha fin qui prodotto e che le applicazioni tecnologiche utilizzeranno nei processi produttivi e culturali del futuro prossimo. Siamo a cavallo di una tigre che sbranerà senza pietà le culture e le economie che non sapranno cogliere le nuove opportunità con saggezza ed equilibrio senza trascurare l'umanità e la tradizione che si sono fin qui sviluppate.

La disponibilità di nuove tecnologie è il risultato di una condensazione della conoscenza che ha interessato oltre duemila anni della storia umana e con maggiore rilievo gli ultimi quattrocento anni, ma che solo negli ultimi cinquant'anni ha innescato un processo di evoluzione esponenziale delle tecniche e delle applicazioni.



Questo tentativo di immaginare un futuro possibile per le comunità come la nostra deve partire da zero, da una tabula rasa, per cercare di individuare gli elementi essenziali indispensabili per la costruzione di uno o più scenari convergenti verso un utilizzo soddisfacente delle risorse materiali e ambientali ed un'equa e soddisfacente organizzazione e pianificazione delle attività umane in un territorio come quello di una provincia con una popolazione di non più di duecentomila abitanti che vuole realizzare uno sviluppo sostenibile (Agenda 21, Proocollo di Kyoto e voci correlate)

Si dovrà tenere conto di risorse come l'acqua, le fonti energetiche, le coltivazioni, gli allevamenti, le industrie e il territorio disponibile, avendo in mente degli esempi e delle pratiche precise che possano essere realizzate con i mezzi disponibili ed integrarsi fra loro per comporre una struttura durevole di crescente complessità.

È importante rendere generali le intuizioni e le soluzioni, quanto più possibile, per evidenziare il valore politico di progresso e innovazione intrinseco in una concezione economica basata sulle risorse locali.

L'economia locale può essere sostenibile solo se fondata sulle risorse concrete del territorio, siano esse materiali o umane. Non si può più fare affidamento su un mercato globale che ha fatto della scarsità delle risorse il suo grimaldello per l'acquisizione di maggiore potere economico, aumentando il prezzo delle materie prime come mai nella storia, sfruttando una posizione di privilegio fondata sul monopolio delle risorse materiali e sulla distribuzione dei beni di consumo realizzata attraverso un controllo, sempre più stringente, sui mercati finanziari.

Creare i presupposti per un'autonomia economica, basata sulle risorse locali e sul lavoro dei residenti della zona geografica, è un'opzione ragionevole se si vuole realizzare la stabilità economica e occupazionale e non restare ai margini del sistema produttivo.


Bibliografia minima

  1. Rifkin Jeremy, La fine del lavoro,  Mondadori 2005
  2. Naomi Klein, Shock economy, Rizzoli 2007
  3. Ernesto van Peborgh and the Odiseo Team,  Sustainability 2.0 "Networking enterprises and citizens to face world challanges", Ernesto van Peborgh 2008 [Free Download]  
  4. Tom Theis and Jonathan Tomkin, Sustainability: A Comprehensive Foundation, Connexions, (Rice University, Huston/Texas) 2012 [Open Textbook Initiative, CC]  

 

Documentari

  1. Mark Achbar e Jennifer Abbott - The Corporation- Canada 2003  
  2. Yann Arthus-Bertrand - La terra vista dal cielo - Francia 2004  
  3. Michael Moore - Capitalism: a love story - USA 2009  
  4. Yann Arthus-Bertrand - Home - Francia 2009  
  5. Charles Ferguson - Inside Job - USA 2010     

 


    

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