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Iglesias, 11 maggio 1920 - 2000 in corteo

I minatori formarono un corteo lungo alcuni chilometri, in testa al corteo viene spinto il  direttore della miniera, costretto con la forza a unirsi a loro. Il corteo, di oltre duemila persone, da Monteponi si diresse verso la Sottoprefettura (attuale Piazza Municipio).


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Da Porta Nuova, passando per Via Baudi di Vesme, era appena arrivato anche il Sindaco trentenne di Iglesias Angelo Corsi (giornalista, politico socialista riformista e sindacalista, eletto sindaco di Iglesias nel 1914 e in carica sino al 1921, fu anche consigliere provinciale di Cagliari tra il 1914 e il 1923 e deputato tra il 1921 e il 1924) che, nella sua funzione istituzionale di funzionario del governo, tenta di placare gli animi e dare soccorso al direttore della miniera, affiancatosi all’ingegner Andrea Binetti cerca di proteggerne l’incolumità. Arrivati in Via S. Satta (“S’arruga de predi Porru”), passando dall’attuale Via Don Minzoni (“S’arruga de guventu”), in prossimità del palazzo governativo trovarono a sbarrare loro la strada una trentina di carabinieri. I carabinieri avevano ricevuto l’ordine di arginare con ogni mezzo il corteo per impedire, soffocandola sul nascere, l’attesa “rivoluzione rossa”: caricano la colonna operaia “alla baionetta”, gli operai reagiscono con il lancio di pietre, i carabinieri sparano in aria. Gli operai reagiscono ancora, c’è una prima raffica sulla folla di minatori, poi altri colpi, gli operai cercano scampo in tutte le possibili direzioni. Sei operai al suolo, cinque morti e uno in gravi condizioni che spirerà di lì a poco in ospedale. Una parte rilevante della colonna si ricompone in Via Baudi di Vesme. I carabinieri avanzano nella stessa direzione, temono una nuova ondata, sparano ancora, cade un giovane. È il settimo.

 

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