Comunità futura 2.0 reloaded

«È vero, principe, che una volta avete detto che il mondo sarà salvato dalla bellezza?»

F. M. Dostoevski, L'Idiota


l XX secolo ha portato, oltre alle peggiori guerre che la storia umana ricordi, uno sviluppo della conoscenza e un incremento delle applicazioni tecnologiche tale che gran parte della popolazione mondiale, anche la più istruita, non ne è a conoscenza o ne ha solo una vaga percezione nelle miriadi di applicazioni e di prodotti con i quali si trova ad avere a che fare tutti i giorni. In realtà le conoscenze tecnologiche e le applicazioni possibili superano largamente la nostra immaginazione e l'innovazione è continua, testimoniata dalla inarrestabile crescita di brevetti depositati in tutto il mondo, che comunque rappresentano solo una parte delle idee rese vive dall'insegna dell'innovazione, molte altre sono protette dal segreto industriale o attendono tempi opportuni al loro sfruttamento economico per apparire sul mercato globalizzato.

 

Molte di queste innovazioni sono straordinarie e potrebbero segnare un mutamento epocale nella gestione e nello sfruttamento delle risorse: si pensi alla fusione fredda (che è dimostrato produca processi nucleari a temperature comprese tra i 60 e gli 80oC) oppure il motore ad aria compressa che rivoluzionerebbe la mobilità riducendo costi, consumi ed emissioni in un colpo solo. Ma molte di queste innovazioni sono bloccate in ogni modo dai poteri forti (ad esempio le lobby politico-economiche legate allo sfruttamento del petrolio) che vogliono impedirne l'applicazione che sarebbe distruttiva per i loro egoistici interessi economici.

 

 

Nonostante queste distorsioni è possibile immaginare in che direzione dovrebbero muoversi le nostre comunità per un futuro sostenibile, a partire da questa eredità di conoscenze e di saperi accumulate negli ultimi duemila anni di storia ma soprattutto nel XX secolo?

Abbiamo mai pensato come le nostre comunità potrebbero avvalersi delle scoperte scientifiche e della tecnologia per migliorare in breve tempo la qualità della vita delle sue comunità? Quali sono le problematiche di base e quali le soluzioni che potrebbero essere avviate immediatamente?

Per chiarirmi le idee ho pensato ad un esempio che potesse aiutarmi a fissare l'attenzione su alcune problematiche di base ed aiutarmi ad elencare, in prima battuta, le necessità di una comunità di centomila abitanti, che potrebbe corrispondere ad un Comune di medie dimensioni o ad un'unione di comuni di piccola dimensione o ad una Provincia, ma potrebbe anche essere un quartiere di una città più grande o parte di un quartiere metropolitano.

Sappiamo che, dall'antichità, la disponibilità d'acqua e il clima hanno influenzato la scelta degli insediamenti umani. Oggi la rete idrica (la disponibilità d'acqua) e le fognature (e i depuratori delle acque reflue) sono tra le infrastrutture principali di una comunità insediata sul territorio, la viabilità, le reti elettriche e di telecomunicazioni (telefonia, reti dati e Internet), le costruzioni edili per uso abitativo, amministrativo, ospedaliero, scolastico, militare, carcerario, lavorativo (industrie, laboratori, uffici ...) e di qualunque altro tipo riusciamo ad immaginare, si sono moltiplicati nel tempo in modo complesso, dettato dalle esigenze, dalle disponibilità di risorse e dagli eventi storici e di contesto sociale nei quali si sono sviluppate. Quello che è sotto i nostri occhi tutti i giorni, mentre attraversiamo le zone vitali delle nostre città, è il frutto di queste trasformazioni che spesso, a causa dell'emergenza, hanno prodotto le immani devastazioni urbanistiche che hanno portato tristezza e degrado nelle famiglie che disperatamente le popolano. Uomini e donne costretti a crescere i loro figli in situazioni drammatiche ed indegne della civiltà cui diciamo di appartenere.

Ma al di là dei facili giudizi e della retorica che spesso circonda questo argomento, sgomenti per l'impossibilità di produrre delle idee utili alla soluzione del problema, proviamo ad immaginare uno scenario, per quanto estremamente semplificato, in grado di guidarci nella direzione del cambiamento. La semplificazione, necessaria, sarà negli ingredienti non nelle tecniche e nelle applicazioni per le quali esiste una vasta letteratura tecnica e scientifica.

Nelle costruzioni, nell'edilizia per le infrastrutture ed abitativa, sono stati fatti passi da gigante nell'ultimo secolo sono state introdotti materiali sempre più versatili (da utilizzare in vari contesti) e sempre più resistenti, coibentanti (isolanti termici e acustici), e duttili (trasformabili e adattabili nella forma) e di costo sempre più basso. Allo stesso modo per i metalli, le tecnologie dei materiali hanno prodotto leghe e acciai in grado di resistere a sforzi di compressione e di taglio in grado di mantenere in piedi i grattacieli. La bioedilizia ha permesso di studiare soluzioni efficienti per il risparmio energetico e l'alta qualità della vivibilità attraverso il progetto di soluzioni abitative passive (casa passiva).

Schema di casa passiva (ABC dell'ecologia, Copyright CdS)


Non staremo qui ad elencare o solo a nominare tutte le migliorie tecnologiche straordinarie che hanno permesso, sino ad oggi, la costruzione di opere grandiose in tutto il mondo. L'architettura moderna sembra però essersi limitata alle grandi opere e mai, o troppo poco, della progettazione delle abitazioni, della razionalizzazione dei quartieri delle città che stanno ancora in mano a palazzinari il cui unico interesse è la redditività rapida e senza quella razionalità e bellezza che dovrebbero essere le caratteristiche irrinunciabili di ogni opera destinata all'uso umano. Così nascono i quartieri degradati di Torino, Milano, Roma, Napoli, Palermo e Cagliari che hanno poco di umano e niente di sostenibile.


 

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