Le armi del potere: menzogna e disinformazione

«Il_sonno_della_ragione genera mostri».

(Francisco Goya)


Come_il_potere_economico e la sua emanazione politica manipolano le masse attraverso i mezzi di comunicazione.

Noam Chomsky, il noto linguista americano, ha studiato e divulgato nei suoi scritti alcune tra le più note strategie utilizzate per la manipolazione delle masse mediante l'uso orchestrato dei mezzi di comunicazione (televisione, radio, cinema, stampa e Internet). L'esistenza di queste strategie ci fa comprendere, per chi avesse ancora dei dubbi, che esiste una volontà politica esplicita di controllo delle masse e di indebolimento e manipolazione della percezione di eventi e memoria storica, fino all'induzione sistematica di ambiguità e confusione nella determinazione delle relazioni di causa effetto nel succedersi degli eventi della storia contemporanea. Tutto ciò è il risultato di studi decennali nei campi dell'antropologia, della sociologia e della psicologia umana e, in tempi recenti, della psicologia economica, laddove le scienze umane si sono fuse con l'economia per potenziare il controllo delle scelte economiche dei consumatori e delle decisioni delle classi dirigenti in contesti economici interconnessi perché globalizzati.

Noam Chomsky è uno dei più autorevoli studiosi viventi su tematiche linguistiche e della comunicazione, egli ha nell'approccio storico uno dei suoi punti di forza, riconosciuto universalmente per il suo costante impegno civile; in passato altri studiosi autorevoli, non sempre con lo stesso spirito, hanno dato contributi notevoli allo studio e alla costruzione dei metodi di manipolazione delle masse, ma non alla diffusione, trovandosi spesso sui versanti opposti delle barricate erette dalla guerra fredda nell'immediato dopoguerra.

In questo contesto nasce lo studio della mente e del comportamento umano finalizzato alla manipolazione e alla persuasione (mind control) e per il controllo delle masse (crowd controlsocial engineering), attraverso  il lavaggio del  cervello (brainwashing), l'induzione persuasiva attraverso messaggi subliminali ultrasonici o dissuasiva attraverso segnali infrasonici ovvero onde ELF (Extremely Low Frequency) per disturbare l'umore, il sonno o indurre disturbi di svariata natura (brain waves, binaural beats, oppure dalle cosiddette brown note di dubbia esistenza che però rappresentano un esempio facilmente comprensibile dei possibili effetti fisiologici delle onde acustiche sull'uomo), sino all'induzione della morte tramite aritmia cardiaca SADS (Sudden Arrhythmia Death Syndrome) o il più vasto armamentario delle sonic weapon (armi acustiche).

Di queste tecniche estreme ed aberranti non ci occuperemo in queste note.

 

"Chi controlla il passato controlla il futuro,
chi controlla il presente controlla il passato".
George Orwell, 1984.

Nelle brevi note che seguono vengono esposte in rapida sintesi alcune tra le strategie principali della manipolazione mediatica, senza pretesa di essere esaustivi e tanto meno definitivi. Gran parte delle tecniche che seguono sono fondate sull'uso scientifico della falsificazione/manipolazione dell'informazione e sulla menzogna.

 


La strategia della distrazione

Questa strategia è una delle più importanti e consiste nel distrarre l’attenzione del pubblico, dai problemi importanti e dai cambiamenti fondamentali, attuati dalla classe dirigente, politica ed economica di una nazione, utilizzando note tecniche di diluvio o/e inondazione di informazioni che moltiplicano notizie insignificanti al fine di distrarre e distogliere i più dall'analisi dei problemi concreti che li riguardano: anche quando questi risultano di vitale importanza per la popolazione stessa.

Questa strategia in passato è stata attuata, insieme ad altre, prevalentemente durante le guerre per distogliere l’interesse del pubblico dalla conoscenza di fatti che potessero pregiudicare l'umore delle masse, orientando le stesse verso una conclusione pessimistica di un conflitto e quindi per mantenere la volontà e le energie di una popolazione orientate al sacrificio e alla prosecuzione del conflitto. Attualmente viene utilizzata in forme più sofisticate per allontanare le persone dalla conoscenza economica, scientifica, psicologica e tecnologica in genere. La conoscenza è il vero potere e sul campo di battaglia dell'acquisizione culturale e dell'istruzione si sta giocando una parte cospicua della guerra mediatica e manipolatoria. Mediamente le persone non devono riflettere su problemi cruciali, su possibilità concrete in campo tecnologico o economico perché occupati da altre informazioni, pressoché inutili alla loro vita e al loro futuro e a quello dei loro figli. La massa deve girare a vuoto, ripetere in un ciclo infinito riflessioni insensate e di nessun peso sul miglioramento della propria condizione di vita. Lo sport e la cronaca nera sono solo due esempi. La ripetizione pedissequa dello schema di distrazione viene attuato attraverso la ripetizione e la variazione di dettagli insignificanti nell'esposizione di informazioni che vengono spacciate per cruciali.

A questo scopo si costruiscono le animazioni del gol nella partita di calcio del giorno e si imbastiscono discussioni fiume su dettagli inutili e insignificanti, che si contraddicono in un alluvione scomposto e sconnesso di assurdità. Si costruiscono scenari di un delitto e si ripropongono all'infinito teorie, montandole e smontandole senza criterio al puro scopo di sommergere e confondere chi ascolta e tenerlo occupato in uno stato alterato di inattività psichica incapace di riflettere sulla sua realtà contingente.

 


Creazione 'ad hoc' del problema e della sua soluzione

Questo è il metodo della catena “problema/reazione/soluzione”. Si crea una situazione che produrrà una determinata reazione nel pubblico (problema) in modo che sia questa la ragione delle misure che si desiderano far accettare. Si crea artificialmente un'emergenza, enfatizzando dei contenuti giornalistici non rilevanti o che erano considerati la norma sino al giorno prima. Si permette che si intensifichino fenomeni di dissenso e/o violenza oppure, nei casi storicamente più gravi, si organizzano attentati sanguinosi in modo che la popolazione coinvolta richieda leggi speciali a discapito della libertà e come risposta alla necessità di maggiore sicurezza. In tempi recenti si creano crisi economiche fasulle per far accettare, come male minore la diminuzione dei diritti e lo smantellamento dello stato sociale. Queste tecniche sono le più sofisticate e in queste note non possiamo che indicarle, senza il dovuto approfondimento che presupporrebbe una maggiore conoscenza dei moderni sistemi informativi e dell'intelligence.


 Strategie mediatiche     


La strategia della scala (o del rallentatore)

Per permettere che una decisione politica e/o economica possa essere accettata, e digerita anche se indigesta, bisogna applicarla gradualmente (per gradi), al rallentatore, con pazienza e seguendo uno schema precostituito che sia in grado di predire i vari effetti passo dopo passo, gradino dopo gradino. In genere questa tecnica viene utilizzata per decisioni che vengono attuate in tempi lunghi e richiedono una pianificazione teorica di vasta portata, delle dimensioni di quella che ha portato il liberismo nel dopoguerra o il neo-liberismo a partire dagli anni '80. Come fare accettare alla popolazione la diminuzione dello stato sociale? Come fare accettare la precarietà e la flessibilità, l'aumento rapido della disoccupazione, la riduzione dei salari o l'elevato livello di privatizzazione delle aziende pubbliche, costruite in anni di sacrifici dall'intera comunità? Abbiamo mai pensato cosa sarebbe potuto accadere se tutte queste imposizioni fossero state attuate in una sola volta ossia senza gradualità?

 Strategia della gradualità (la rana bollita)   


Questa strategia è quella che io definirei "la Strategia", ossia ciò che fa individuare uno schema precostituito chiaro e ben definito nelle volontà delle classi dirigenti a livello nazionale ed ora sovranazionale (G8, Davos). L'economia americana è legata a quella cinese e le altre economie continentali sono strettamente connesse a quella americana dal dopoguerra. 



La strategia della costruzione del consenso su azioni differite

Una decisione impopolare, presentata come "dolorosa", "lacrime e sangue", "necessaria", e quindi in qualche modo apertamente impopolare, se supportata dai mezzi di comunicazione e giustificata adeguatamente,  può intercettare il consenso diffuso della popolazione per future azioni di tipo politico e/o economico. In questa strategia giocano almeno due fattori importanti, il primo è il fatto di spostare nel futuro una sofferenza che viene giudicata necessaria e alla quale non si può sfuggire; dal punto di vista psicologico questo può indurre speranza, ossia ottimismo verso un futuro migliore. L'altra è la familiarità col problema sollevato che aumenta col tempo e riduce le resistenze sino a fare accettare anche le misure più impopolari, se differite nel futuro.

 


Il popolo è minorenne

Gran parte della manipolazione mediatica e populista è fondata su un atteggiamento paternalista, dove lo Stato e chi lo rappresenta utilizza argomentazioni semplicistiche e/o estremamente semplificate, inoltre i toni sono quelli che un padre utilizzerebbe con il figlio nella prima infanzia, o con un figlio adolescente subnormale. L'inganno è nei toni oltre che nelle parole. Individuare i toni ci fornisce più di un indizio sull'inganno in atto.

 

 Il popolo è minorenne ("Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto")   

 


Più emozione meno ragione (la strategia della paura)

Lo strumento più subdolo utilizzato per la manipolazione delle masse è quello di sfruttare lo stato emotivo primordiale, inconscio, per eliminare la ragione e ogni residuo di razionalità al fine di indurre una reazione violenta, irrazionale e incontrollata verso il nemico di turno oppure modificare un atteggiamento o un comportamento nei confronti di idee, oggetti e persone. Lo sfruttamento della componente emotiva è una delle tecniche classiche della psicologia comportamentista, utilizzata per provocare un corto circuito nella ragione. Essa è facilmente attuabile in situazioni nelle quali i senso critico è indebolito da sensazioni coesistenti di paura e odio, ciò permette, utilizzando opportunamente vari schemi psicologici, di aprire la porta dell’inconscio per impiantare nuove paure, desideri compulsivi o anche per indurre nuovi atteggiamenti e comportamenti. La modernità ha visto applicate con successo queste tecniche al marketing e in modo specifico alla pubblicità.

 

 Il ministro della paura (Antonio Albanese)   


Mantenere la massa in un costante stato di ignoranza

Gran parte della popolazione, anche una parte istruita della stessa, ignora le connessioni causa-effetto tra i fatti storici della storia recente o contemporanea. La cappa di disinformazione mediatica ha creato un velo di distorsione nella percezione dei fenomeni e degli avvenimenti che vengono, in modo ripetitivo, analizzati in modo semplicistico e quindi con l'alta probabilità di non essere compresi e di portare a conclusioni errate, confondendo le cause reali con gli effetti manifesti. Questo stato di cose è il più deleterio e pericoloso che storicamente si conosca. Questo stato di cose produce una degenerazione nelle classi sociali più deboli e un adeguamento di quelle medie verso la mediocrità. In situazioni di crisi economica ciò può portare a disastri incontrollabili. La storia è maestra ma non ha discepoli.

 Il piacere dell'ignoranza: l'11 settembre 2001   

 

Convincere la massa che la mediocrità e l'ignoranza possono essere dei valori

Attuare tecniche di persuasione che fanno leva su sentimenti bassi come l'invidia per denigrare la cultura, lo studio e tutto ciò che è immateriale e che ha a che fare con la crescita culturale e spirituale di un individuo. Convincere la popolazione che lo studio non è un lavoro, e che l'acquisizione di conoscenza è una inutile perdita di tempo. Questa strategia ha forti implicazioni nella mobilità sociale che viene in questo modo fortemente limitata e, a lungo andare, annullata. Si ostacolano gli studenti provenienti dalle classi sociali più deboli, in modo tale che abbiano maggiori difficoltà nell'acquisizione dei titoli di studio che aprono la porta alle professioni liberali, bloccando di fatto l'avvicendamento e il rinnovamento delle classi dirigenti e favorendo il nepotismo. Una volta consolidata la prassi diventa legge. L'ignoranza è tale che nessuno si lamenterà o prenderà sul serio un Caligola che nomina console il suo cavallo

 


Indurre il senso di colpa individuale

Convincere i cittadini che ognuno è causa dei suoi mali. Circoscrivere la responsabilità all'individuo e al suo stato contingente e non alla società e al sistema di regole dello Stato.

Se il sistema di tassazione è farraginoso e incomprensibile, se proliferano le leggi astruse e avulse dal contesto quotidiano in cui operano le persone, è colpa delle persone che non si adeguano alla follia del sistema e non del sistema stesso, creato per mettere in difficoltà e in uno stato di perenne precarietà gli individui. Opera ancora la strategia di creazione di confusione sino all'immobilismo e al sonno della razionalità.

 

Studiare le masse da tutti i punti di vista

Dal dopoguerra in poi c'è stata una tremenda evoluzione delle tecniche di indagine psicologica, sociologica, antropologica, neurobiologica, psichiatrica, farmacologica ... potenziando la varietà e la portata degli "attrezzi" utilizzati dalle classi dominanti per governare. Le conoscenze acquisite spaziano in ogni campo del sapere. Dalla biochimica alla farmacologia: sapere quali sostanze sono coinvolte in tutti i processi fisici e mentali del corpo umano è potere; dalla psicologia alla sociologia: conoscere il comportamento conscio e inconscio oltre che relazionale degli individui e dei gruppi è un altro potere. Le droghe permettono di condizionare gli individui; l'ipnosi e la programmazione neuro-linguistica permettono di condizionare gli individui; le tecnologie, sempre più pervasive, permettono di condizionare  pesantemente gli individui ... ma tutto questo è parte di altre strategia ancora più inquietanti e meriterebbe un capitolo a parte. 

 


Oltre alle strategie fin qui individuate, la rete e l'evoluzione del Web hanno permesso di attuare nuove strategie e realizzare progetti sino a pochi anni fa solo immaginabili. La continua ed irrefrenabile corsa al miglioramento e potenziamento delle interconnessioni dei calcolatori (calcolo distribuito) e i miglioramenti vertiginosi nelle performance dei processori e delle tecnologie di memorizzazione di massa, lo spazio disco che dai Mbyte è passato rapidamente ai Gbyte e ai Tera Byte (T byte = 1000 Gbyte) e oltre, hanno permesso di concepire banche dati in grado di raccogliere e incrociare le informazioni di intere popolazioni e motori di ricerca che utilizzano dispositivi elettronici specializzati in grado di eseguire, a velocità sempre crescenti e in parallelo, gli algoritmi di ricerca su grosse moli di dati.


Creare delle banche dati coi profili delle persone

Sono state messe in piedi tecniche avanzate per l’analisi semantica delle pagine web. Con tali software si mira a conoscere meglio i contenuti dei dialoghi in rete o meglio quanti parlano di un prodotto o di un personaggio pubblico, per sapere che cosa ne pensano. Classificare i sentimenti degli utenti del social network (in facebook, nei blog, microblog, ecc.) e individuare i commenti positivi o negativi per poi creare delle banche dati da vendere a società di consulenza e di marketing. In realtà tali applicazioni tenderanno sempre più ad analizzare la formazione del giudizio su prodotti, aziende e persone da parte della comunità estesa della rete. Tutte le tecniche convergono verso la necessità di classificare e comparare dati di grande estensione e di elevato dinamismo per creare strategie di mercato applicabili nel breve medio termine o per analizzare l'informazione circolante e tentare di condizionarla iniettando in rete informazioni false per verificare le fluttuazioni degli umori o destabilizzare, fuorviare, confondere gli utenti.

Nemico pubblico 'Enemy of the State' (Tony Scott, 1998)    


Per fortuna si è osservata una grande elasticità della rete nel riuscire a ricondurre delle notizie false nel giusto alveo informativo vista l'elevata sensibilità ai mutamenti dei suoi componenti più attivi. La rete sembra ridare dignità al concetto di massa, pur con tutti i limiti e le debolezze individuali, i gruppi sembrano caratterizzati da un maggiore senso critico e un maggiore pragmatismo che in passato.

Tutto questo non è gratuito, è necessario leggere, ascoltare, guardare con attenzione (distinguere criticamente ciò che è attendibile da ciò che è falso o potenzialmente inattendibile) e quindi impegnarsi nella ricerca di riscontri, nel confronto, nell'arricchimento culturale oggi più che in un recente passato; le nuove generazioni sembrano avere assorbito questa attenzione che ora è una necessità, o almeno questo è ciò che ci si aspetta da loro, pur sapendo di essere osservati.


10 modi in cui veniamo seguiti     La tua vita on-line      


   

 






I social network sul Web sono una forma diversa di spazio pubblico e hanno quattro caratteristiche che li rendono unici. 

La persistenza: la traccia virtuale di ogni utente rimane visibile per molto tempo; ciò facilita la comunicazione diacronica (nel suo divenire, dinamicamente, nel tempo), ma significa anche che quello che si dice quando si era adolescenti è ancora accessibile quando si diventa adulti. 

La ricercabilità: chiunque può ricostruire con relativa facilità le frequentazioni virtuali dei propri figli, amici, conoscenti; a maggior ragione una società di ricerca di informazioni ha a disposizione potenti strumenti per ricostruire dettagli relazionali di estese popolazioni di utenti della rete in modo del tutto automatico e aggiornabile al variare del tempo. 

La replicabilità: le informazioni digitali sono facilmente clonabili/copiabili. Questo significa che si può copiare una “conversazione” che è avvenuta in una certa chat-room e incollarla da un’altra parte, decontestualizzandola e/o ricontestualizzandola; ciò significa anche che è sempre più difficile capire se un determinato contenuto è falso o se è stato alterato. 

Il pubblico invisibile: nella vita pubblica di tutti i giorni è facile incrociare estranei, ma noi generalmente ce ne accorgiamo e notiamo immediatamente se qualcuno sta spiando la nostra conversazione. Negli spazi pubblici mediati l’agguato non solo è invisibile, ma la persistenza, la ricercabilità e la replicabilità delle nostre azioni virtuali consentono la partecipazione di pubblici che non erano nemmeno presenti nel momento in cui ci siamo espressi. 

Tutto questo si presta al profiling automatico e alla manipolazione, sia di singoli (tramite false identità) che di gruppi organizzati attraverso la cosiddetta "sentiment analysis" e la "social network analysis", due settori di studio della sociologia che analizzano la reazione a certi stimoli cognitivi e le relazioni di omogeneità e disomogeneità tra individui e gruppi rispetto ai valori percepiti (perceptual mapping). 

Il futuro è già qui!

La consapevolezza diffusa la nostra unica difesa contro le menzogne e la disinformazione.

 

 Noam Chomsky: le 10 regole del controllo sociale       


Articoli più letti - Consapevolezza

   

Letture consigliate

  1. Noam Chomsky - Capire il potere - Il Saggiatore 2008
  2. Noam Chomsky e Edward S. Herman - La fabbrica del consenso - Il Saggiatore, 2006
  3. Noam Chomsky - La democrazia del grande fratello - Piemme 2005
  4. Noam Chomsky - Il bene comune - Piemme 2004
  5. Walter Lippman - Public Opinion - Createspace 2010
  6. Edward Bernayes - Propaganda - Createspace 2010
  7. Aldo Giannuli - Come funzionano i servizi segreti - Ponte alle Grazie 2009
  8. Michele Loporcaro - Cattive notizie - Feltrinelli 2005
  9. Claudio Fracassi - Sotto la notizia niente - I libri dell'altritalia 1994
  10. Nicoletta Cavazza - La persuasione - Il Mulino 1996
  11. Nicoletta Cavazza - Psicologia degli atteggiamenti e delle opinioni - Il Mulino 2005
  12. N. Bonini, F. Del Missier, R. Rumiati - Psicologia del giudizio e della decisione - Il Mulino 2008
  13. Luigi Anolli - Fondamenti di psicologia della comunicazione - Il Mulino 2006
  14. Psicologia economica, a cura di Rino Ruminati, Enrico Rubatelli e Maurizio Mistri, Carocci 2008
  15. Martin Howard - Sappiamo cosa vuoi - Minimum Fax 2005
  16. Marcello Tedeschi - Le decisioni degli agenti economici: razionalità, contesto ed emozioni - Franco Angeli 2006
  17. Robert B. Cialdini - Le armi della persuasione - Giunti 1989
  18. Paul Ekman - I volti della menzogna - Giunti 1985
  19. Altre letture consigliate
  20. Il processo (un film di Orson Welles, tratto dall'omonimo romanzo di Franz Kafka)
  21. George Orwell - 1984 (Nineteen Eighty-Four, 1948)  - Mondadori 2002 
  22. Aldous Haxley - Mondo Nuovo (Brave New World, 1932) - Mondadori 2000

 

Altre fonti

  1. Seán MacBride - Many voices, one world: towards a new, more just, and more efficient world information and communication order - UNESCO Report - Publ: 1980; 312 p.   
  2. Freedom of Press Reports   
  3. DDL Alfano "se lo conosci lo eviti" (Unione Nazionale Cronisti Italiani, marzo 2009)   
  4. Controllo totale vs. privacy (e-iglesias.eu)  

 

Wikipedia

  1. Modello di propaganda
  2. Mezzo di comunicazione di massa

 

Cinematografia

  1. Richard Linklater - Un oscuro scrutare 'A scanner darkly' - USA 2006
  2. Jonathan Demme - The manchurian candidate - USA 2004
  3. Roger Spottiswoode - Spinning Boris 'Intrigo a Mosca' - USA 2003
  4. Richard Linklater - Waking Life 'Risvegliare la vita' - USA 2001
  5. Peter Weir - The Truman Show - USA 1998
  6. Tony Scott - Nemico pubblico 'Enemy of the State' - USA 1998
  7. Michael Redford - 1984 - UK 1984
  8. David Cronenberg - Videodrome - Canada 1983
  9. Alain Resnais - Mon oncle d'Amérique - Francia 1980
  10. Sydney Lumet - Quinto potere 'Network' - USA 1976
  11. François Truffaut - Fahrenheit 451 - UK 1966
  12. Orson Welles - Il processo - Fra/Ita/Ger/Jugoslavia 1962
  13. Orson Welles - Quarto potere 'Citizen Kane' - USA 1941

Quaderno zero  "Il cinema del possibile" file PDF (scaricalo gratuitamente)   




    

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