La strategia del broglio elettorale

È chiaro a tutti coloro che seguono i fatti di cronaca, come siano aumentate le evidenze (denunce) di brogli elettorali nel nostro paese. Ho detto evidenze, perché i brogli sono caratteristici di tutti processi democratici inficiati da  tentativi reazionari che vorrebbero imbrigliarne l'evoluzione verso un surrogato e attraverso la truffa elettorale, ma non sono frequenti le denunce perché il broglio elettorale per sua natura implica forti complicità tra individui appartenenti alla stessa fazione che agiscono di concerto per allontanare i sospetti, depistare e tenere lontani tutti coloro che non sono a conoscenza delle illecite manovre.

Per guardare a tempi relativamente recenti giova ricordare che il fascismo s'impose a partire dalla rilevazione di un misto di brogli e coercizione rilevata e denunciata dal deputato socialista l'on. Giacomo Matteotti, assassinato su mandato dello stesso Mussolini a Roma il 10 giugno del 1924. In tempi più recenti, oltre alle primarie del Partito Democratico a Napoli nel gennaio 2011, si ricorda il caso dei forti dubbi e sospetti di broglio (richiesta di riconteggio dei voti) alle elezioni regionali del Piemonte (Il Consiglio di Stato respinge il ricorso) nel 2010, vari casi denunciati in Campania, Calabria e Sicilia, sino alle elezioni europee con osservatori OSCE del 2009 e ancora il caso denunciato in Diario da Enrico Deaglio. Se volessimo tornare indietro, la lista sarebbe lunghissima a partire dalla stessa unità d’Italia, della quale si sono festeggiati nel 2011 i 150 anni, che fu oggetto di accuse di brogli elettorali, e a detta dei filo-borbonici il plebiscito del 21 ottobre 1860 per l’annessione del regno di Napoli al Regno d’Italia fu in realtà un broglio colossale. Accuse dello stesso tipo furono espresse dai monarchici all’indomani del referendum per la Repubblica (2-3 giugno 1946).

Le accuse di broglio, vere o false che siano, evidenziano il vero problema, la concreta possibilità di realizzazione dell'esproprio popolare del voto. L'assenza di criteri anti-broglio ci fa capire che si vuole che questa possibilità resti un pericolo reale, una spada di Damocle sulla democrazia.

In queste brevi osservazioni non sono interessato a dare la colpa a qualcuno, e tanto meno ad indagare le cause e le vicende che caratterizzano ogni manifestazione del broglio elettorale, ma semplicemente nell’osservare e sottolineare quanto il broglio elettorale possa essere un pericolo reale che, come un terremoto molto probabile e per questo atteso, può mettere a repentaglio la sopravvivenza della nostra democrazia. Per questo motivo è in cima alla lista di “Cosa manca”, per evidenziare la gravità, il peso enorme del broglio nella demolizione delle dinamiche democratiche e sollecitare a risolvere o arginare in modo deciso il problema. Molti tra gli elettori più attenti hanno già percepito la portata di questo problema. 

I brogli sono presenti prevalentemente nei regimi democratici giovani e immaturi, laddove la tirannide e il governo reazionario hanno dominato per lungo tempo, accompagnandosi spesso alla coercizione e all'intimidazione (come nel caso dell'avvento fascista in Italia); i brogli riemergono prepotentemente laddove il sistema è sotto la pressione di una deriva autoritaria; anche se apparentemente i reazionari realizzano i brogli per deviare il corso democratico e raggiungere o mantenere il potere e le opposizioni realizzano i brogli prevalentemente per tentare (erroneamente) di riequilibrare il risultato di un gioco di forza, in realtà ciò che inficia il voto democratico e impedisce di comprendere la reale volontà degli elettori è una famelica volontà di potere, non ci sono più destra e sinistra ma solo persone civili e opportunisti. In pratica si prescinde dalle necessità e dalla volontà del popolo, riportando la lotta democratica ad uno scontro organizzato tra bande, ora per il governo  nazionale, ora per i governi di città, di province e regioni, solo per dirottare i fondi pubblici nelle mani di parenti, amici e sostenitori della propria fazione e a discapito degli altri. Un sistema litigioso e tribale di gestione del potere in contrasto netto con la supposta evoluzione democratica del sistema.

Non voglio certo spingermi in un'analisi di tutti i possibili meccanismi di broglio elettorale, anche perché non ne sarei capace, e non voglio neppure tentare di farlo perché, a questo livello di analisi, sarebbe inutile ma vorrei sottolineare nelle righe che seguono che la componente umana e la responsabilità politica è sempre presente e complanare con le finalità del broglio elettorale, per cui resta chiaro che senza la creazione di logiche antagoniste anti-broglio non si può fare niente contro i tentativi di deviazione dei risultati del voto.


Costruire un sistema anti-broglio significa intervenire con vincoli fisici, logici e organizzativi sul processo di voto e  di spoglio elettorale, attuando delle strategie basate sull'uso delle tecnologie per monitorare e verificare le procedure in atto. Costruire un sistema anti-broglio significa vigilare in modo chiaro e controllabile sulle relazioni amicali e parentali degli scrutatori e presidenti dei seggio e permettere un controllo popolare quanto più esteso possibile tramite l’uso della tecnologia.

Due principi guidano questa riflessione: il primo è quello che evidenzia come una determinata azione fisicamente possibile  verrà attuata certamente benché illegale (verrà attuata da qualcuno sicuramente una volta dimostrato che sia realizzabile, ossia dopo un primo tentativo riuscito), lo chiameremo “principio di replicabilità di un’azione possibile”; l'altro è “il principio della trasparenza” che garantisce la migliore gestione dell'incertezza informativa laddove le informazioni siano nelle mani di tutti piuttosto che di pochi o dichiaratamente di nessuno (entrando in conflitto col primo principio in quanto se le informazioni esistono qualcuno le avrà di sicuro procurate tramite un’azione possibile). 

Senza un meccanismo di elezione anti-broglio le elezioni non hanno più senso, la sola possibilità di broglio fa perdere di significato qualunque manovra pre-elettorale, qualunque comizio dai buoni propositi, allontana la popolazione dal voto (contrariamente a quanto si creda parte dell'astensionismo deriva anche da questa percezione di esproprio e di truffa in atto) e si prepara un futuro di conflitti e scontro frontale.

 

 

Vediamo quali sono, alcuni e non tutti, i pericoli concreti per la realizzazione di un broglio elettorale. Creiamo una lista di elementi che dovrebbero essere controllati adeguatamente per evitare il rischio di alcune tipologie di broglio.

  • Parentele e prossimità tra scrutatori e tra chi li ha selezionati possono essere un indicatore, per quanto debole, utile per evidenziare una possibile convergenza di interessi. Nei seggi nei quali è stato rilevato un broglio può essere utile per evidenziare la stessa contiguità, che non prova nulla ma rappresenta un possibile indicatore di maggiore o minore possibilità di un’azione congiunta. Esistono dei software che permettono di rilevare visivamente le relazioni parentali o amicali tra persone ed evidenziarne le connessioni in rete, analizzando le reti sociali reali tra i vari componenti. L’uso di questi software è diffuso tra i servizi di polizia internazionale per cercare rapporti e complicità tra individui sospettati di reati, dalle aziende private per individuare potenziali classi di clienti sensibili ad un brand o ad un prodotto, ad esempio, tramite i dati raccolti dai social network e dai motori di ricerca, ma potrebbe essere utilizzato dall’amministrazione pubblica per evidenziare relazioni anagrafiche di parentela ad esempio nelle università, nella sanità e nella pubblica amministrazione in genere. Tali relazioni non violano la privacy (tutti questi dati sono già in possesso della pubblica amministrazione che è abilitata al loro trattamento) e al tempo stesso garantiscono un indiscusso metodo di prevenzione unitamente alla massima diffusione delle informazioni rilevate (trasparenza).   
  • Avete mai notato che nei paesi dell’unione europea le urne per la raccolta dei voti sono differenti? In alcuni paesi sono trasparenti (si vede il contenuto) in altre opache (non si vede il contenuto), in alcuni casi chiuse ermeticamente (con lucchetto/codice di sicurezza) in altri casi completamente libere di poter essere aperte in qualsiasi momento. Perché tutte queste differenza? È possibile definire uno standard di sicurezza che impedisca una facile sostituzione delle schede durante o dopo il voto?
  • È possibile studiare dei sistemi che garantiscano che la scheda consegnata all’elettore sia la stessa che viene restituita nel voto?
  • È possibile progettare delle postazioni ergonomiche per il voto che garantiscano la riservatezza del voto e contemporaneamente rendano controllabili a vista le postazioni dei votanti in modo da ridurre la possibilità di sostituzione di schede pre-compilate?
  • È possibile progettare dei sistemi di rilevazione video delle sessioni di voto (a basso costo) da rendere disponibili in tempo reale a chiunque volesse monitorarne il corretto svolgimento o prenderne visione a posteriori?
  • È possibile progettare un sistema di registrazione (in copia elettronica) di ogni scheda scrutinata e catalogata in modo che in tempo reale (in fase di scrutinio) e a posteriori (copiandole su una memoria di massa), qualunque cittadino possa essere in grado di verificare il risultato del voto?

Chiaramente abbiamo provato a suggerire, solo per esemplificare e non certo per dare una soluzione, alcuni accorgimenti che possano essere utili alla creazione di un sistema anti-broglio. Siamo certi che se vi fosse una reale volontà di ridurre gli effetti del problema, molte aziende proporrebbero delle soluzioni in grado di ridurre drasticamente alcune tipologie di broglio elettorale, soprattutto nei casi di voto di scambio e nel broglio dovuto a combriccole di seggio e di scrutinio.

E altresì chiaro che ciò non risolve il problema, ma se non altro aumenta la fiducia di chi vota, anche di chi ha piena consapevolezza che se c’è una volontà politica occulta il broglio può comunque essere attuato!

Lo spoglio elettronico e il voto elettronico sono invece un temibile inganno (vedere il caso americano descritto nel documentario “Uccidete la democrazia” di Enrico Deaglio) ed ogni associazione  di cittadino dovrebbe vigilare perché non venga attuato. Ogni sistema che interpone delle complicazioni non trasparenti nella fase di voto così come in quella di spoglio è sempre manipolabile e non facilmente controllabile. In pratica favorisce il broglio e contemporaneamente ostacola i meccanismi di controllo. 

Viceversa il sistema manuale, più laborioso, permette una complicazione del meccanismo di broglio perché riguarda dati fisici (la scheda è materiale e non immateriale come nel voto elettronico) che per essere contraffatti devono essere spostati e modificati fisicamente. Un dato fisico può essere  controllato da chiunque sia intenzionato seriamente ad attuare un controllo, un dato logico può essere controllato da pochissimi esperti e molto spesso neanche da loro se chi fa la contraffazione ha dei vantaggi logistici.

 

Articoli più letti - Consapevolezza

 


Film 

  1. Orson Welles, Quarto potere (Citizen Kane), USA 1941
  2. Gregory Ratoff, Gli spadaccini della serenissima 'Cagliostro' (Black Magic), USA 1949
  3. Laurence Olivier, Il principe e la ballerina, UK 1957 
  4. Dino Risi, Una vita difficile, Italia 1961
  5. Francesco Rosi, Salvatore Giuliano, Italia 1962
  6. Luchino Visconti, Il Gattopardo, Italia 1963
  7. Gabriele Salvatores, Sud, Italia 1993
  8. Paolo Benvenuti, Segreti di Stato, Italia 2003
  9. Roger Spottiswoode, Spinning Boris 'Intrigo a Mosca', USA 2003
  10. Giulio Manfredonia, Qualunquemente, Italia 2011

Documentari
  1. Michael Moore, Fahrenheit 9/11, USA 2004
  2. Ruben H. Oliva (E. Deaglio, B. Cremagnani), Uccidete la democrazia, Italia 2006 
  3. Simon Ardizzone e Russell Michaels, Hacking Democracy, USA 2006
  4. Enrico Deaglio, Gli imbroglioni, Italia 2007
 
 
 

     

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Commenti   

 
+21 # Mauro 2013-05-02 16:40
Consiglio, a chi ha dei dubbi, di leggere gli articoli segnalati nei link e di guardare i documentari segnalati.
Ogni informazione riportata fa sempre riferimento a notizie segnalate dalla stampa nazionale e mai smentite.
Almeno finora.
Grazie
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