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I contenuti presenti in questo portale sono costituiti da materiale multimediale (audio, video, immagini e testi) su temi caratteristici dello sviluppo storico, economico e culturale della comunità di cittadini della "Città di Iglesias" e del territorio del Sulcis-Iglesiente. Lo scopo di questo lavoro è quello di tentare di raccogliere informazioni provenienti da fonti tra le più disparate e qualificate al fine di  analizzare pubblicamente la situazione socio-economica di questa zona geografica così particolare, indicata come una delle più povere d'Italia (ISTAT 2015). Lontani dalla visione miope e stereotipata che vuole cercare dei colpevoli, vogliamo tentare di raccogliere le informazioni necessarie a costruire la cornice socio-politica ed economica che ha dato vita  ad un modello culturale incapace di produrre innovazione e sviluppo economico, nonostante il clima, il territorio, il paesaggio e le risorse umane prosperino e non siano per niente carenti di competenze, di passione e di valori.

 

L'obiettivo così delineato è sicuramente arduo e votato al fallimento, ma confidiamo comunque in quelle persone che con volontà e passione indomita, hanno sempre tentato, nel corso della propria esistenza, di delineare una logica interpretazione di fatti, eventi ed esperienze comuni (ciò che chiamiamo memoria collettiva) al solo fine di apprendere dagli errori del passato per migliorare gradualmente i proprio futuro e  prospettare un futuro accessibile alle nuove generazioni.  La situazione attuale non ci permette di essere ottimisti, vista la congiuntura economica nazionale, continentale e globale. Gli scenari economici sono mutati rapidamente e le politiche non sono riuscite a pianificare strategie valide per anticipare la crisi

«Krisis (κρίσις) in greco antico significa "periodo negativo" ma anche "fase di crescita" e "alleato". In latino crisis deriva dal greco krisis "scelta, decisione" ed ancora è un derivato del verbo krino, "io decido, io separo, io discrimino, io giudico", da cui derivano anche critico, critica, criterio».

L'antica medicina greca ha sempre indicato con questo termine il culmine di una malattia, il momento decisivo per un cambiamento e il punto di svolta verso la guarigione o il peggioramento e la morte. Dunque la parola crisi si riferisce ad una situazione  estrema verso cui la vita ci spinge e ci obbliga a prendere una decisione. Si verifica la rottura di un equilibrio consolidato, un equilibrio stabile cui segue l'urgenza di cambiamento della propria visione dei mondo, di modificazione dello schema mentale e di comportamento che ci ha sostenuto per molto tempo, perché  svelano la loro inadeguatezza di fronte a novità e a mutamenti radicali di contesto.

Dalla consapevolezza della crisi si deve potere passare alla decisione di cambiamento, alla gestione della crisi, con i suoi pericoli e le sue opportunità. Pericoli ed opportunità si mescolano e contengono in sé un’occasione di trasformazione e un'apertura al cambiamento.

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In estrema sintesi, questo è l'argomento portante di questo spazio pubblico di riflessione. Si ha la pretesa di analizzare il presente attingendo dalla memoria del passato, dal percorso storicizzato da cui è scaturita una prima sensazione di consapevolezza della nostra debolezza, passando per l'analisi psicologica e sociologica di quell'umanità variegata, soggetto della mancata evoluzione economica e culturale di questa zona geografica, sino all'analisi delle risorse materiali ed umane che senza posa hanno tentato di risollevare, senza riuscirci, le sorti economiche della nostra comunità. Tutto questo, tentando di inquadrare lo sviluppo sociale ed economico in un più ampio quadro di progresso, evidenziando le deviazioni e le fughe da questo riferimento irrinunciabile.

All'azione analitica locale si vuole affiancare, in parallelo una fase di ricostruzione dei saperi e delle esperienze concrete che avrebbero potuto condizionare positivamente lo sviluppo della nostra comunità, se fossero stati considerati utili. Ci piacerebbe valutarli con criteri fondati sulla razionalità operante, cercando di oggettivare il loro significato e il contributo in termini cognitivi e di apprendimento (come apprendere ad apprendere?), ci piacerebbe confrontare i sistemi di valori e disvalori che hanno condizionato il nostro cammino e fiaccato la nostra volontà di cambiamento. Inoltre, sarebbe importante mostrare che l'ambiente e la gente di questo territorio non è peggiore di quella di altre zone geografiche e che esistono delle strategie per valorizzarne la volontà e la determinazione a contribuire ad un vero cambiamento. Infine le azioni possibili sono le soluzioni possibili, un concreto piano strategico che sia allineato con le esigenze delle persone che costituiscono l'essenza della comunità ... come se la gente contasse qualcosa!

                                        Iglesias, 15 luglio 2012

   Mauro  


 

 

 

 

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Hanno detto...

«I giovani non hanno bisogno di prediche, i giovani hanno bisogno, da parte degli anziani, di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo.»

[Alessandro Pertini, detto Sandro (San Giovanni di Stella, 25 settembre 1896 – Roma, 24 febbraio 1990) politico, giornalista e partigiano italiano]

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